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	<title>HwChannel.it - Il blog di XtremeHardware &#187; Attualità</title>
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	<description>Approfondimenti su Recensioni e News pubblicate su XtremeHardware.it</description>
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		<title>Effetto rete: un fenomeno sociale più che tecnologico</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 06:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[A dispetto di ciò che potevate aspettarvi dal titolo, in questo articolo non parleremo di social network. O almeno i social network sono soltanto una delle sfaccettature di questo fenomeno poliedrico. L&#8217;argomento esula in parte anche dai temi solitamente trattati su HardwareChannel, ma il fenomeno in questione ha forte implicazioni in ogni momento della nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/370/effetto-rete-un-fenomeno-sociale-piu-che-tecnologico/" title="Link to Effetto rete: un fenomeno sociale più che tecnologico"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/BIKNwK.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p style="text-align: justify;">A dispetto di ciò che potevate aspettarvi dal titolo, in questo articolo non parleremo di social network. O almeno i social network sono soltanto una delle sfaccettature di questo fenomeno poliedrico. L&#8217;argomento esula in parte anche dai temi solitamente trattati su HardwareChannel, ma il fenomeno in questione ha forte implicazioni in ogni momento della nostra vita e quindi è giusto parlarne anche in questa sede.</p>
<p style="text-align: justify;">La definizione di rete (network) è la base che ci permetterà di comprendere l&#8217;effetto rete stesso. Una rete è un insieme di elementi, facenti parte di un sistema, interconnessi tra di loro. La sua estensione dipende da quanti elementi del sistema sono connessi alla rete. La sua forza o efficienza dipende da quanti sono il numero di collegamenti. E&#8217; facile comprendere che un numero maggiore di collegamenti consente alla rete di rimanere connessa anche in caso di rottura di un collegamento. Ed è facile immagine che, quanto più tale rete è estesa, tanto più riuscirà ad influenzare l&#8217;intero sistema. Eventualmente anche richiamando a sé gli elementi non ancora collegati. L&#8217;influenza della rete sul sistema è quello che si può definire effetto di rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto qua? Sì non c&#8217;è molto altro da spiegare. Il concetto è molto semplice. Ciò che spesso sfugge è quanto questo fenomeno sia radicato nella società e nella natura. Faremo alcuni esempi per capire come questo concetto sia applicabile a molti contesti. Con questo concetto ben chiaro in mente, riusciremo a spiegarci molti fenomeni socio-economici a cui abbiamo fino ad adesso assistito passivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbero fare talmente tanti esempi da poterci scrivere un libro ( in effetti molti ne sono stati scritti). Partendo dal mondo naturale la prima rete che mi viene in mente è la ragnatela. Una struttura così affascinante da aver dato nome al Web. E&#8217; facile intuire che tanto più la tela del ragno è fitta, tanto più sarà resistente. Il concetto si applica anche alla meccanica. Immaginate quattro punti disposti ai vertici di un quadrato. Una rete semplice che collega i 4 punti è costituita dai 4 lati del quadrato. Ma una struttura del genere è facilmente soggetta a deformazioni. Provate ad aggiungere i due collegamenti diagonali e otterrete una struttura estremamente più resistente in cui la rottura di uno qualsiasi dei collegamenti non vi permetterà di alterare la posizione di nessuno dei vertici. In natura possiamo trovare migliaia di tipologie di reti: dai reticoli cristallini alla catena alimentare. Una delle rete più affascinanti e oggetto di numerosi studi è la rete di neuroni nel nostro cervello. Ancora una volta le potenzialità di questa rete non dipende soltanto dal numero di elementi, ma anche dal numero di collegamenti presenti tra di essi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/ragnatela.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-413" title="ragnatela" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/ragnatela.jpg" alt="" width="500" height="395" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/50-neuroni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-414" title="50 neuroni" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/50-neuroni.jpg" alt="" width="500" height="364" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Passando al mondo sociale, la rete di conoscenze di ciascun individuo costituiscono un esempio eclatante di quanto sia importante il numero di collegamenti. Strumenti come i social network ed internet in generale consentono di allargare il numero di conoscenze e di collegarsi con individui presenti in diverse parti del mondo. Altri esempi di rete nella società odierna sono quelle infrastrutturali: la rete elettrica, idrica, fognaria, stradale&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">E ovviamente non si può non parlare della rete per eccellenza, probabilmente una delle reti più estese del mondo: Internet. Nata inizialmente come una rete per collegare pochi calcolatori, ben presto le sue potenzialità si sono estese a tutto il mondo. E se fino a poco tempo fa i nodi di internet erano più o meno fissi, con l&#8217;avvento del wi-fi e del wimax assistiamo sempre più a una rete estremamente dinamica e in movimento che permea l&#8217;intero pianeta, o almeno le sue aree popolate. Gli effetti di rete sono ora decuplicati dalla presenza di Internet. Ciò che accade in una parte del mondo può influenzare in modo determinante ciò che accade dalla parte opposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli effetti di rete non sempre sono dei fenomeni positivi per tutti. Una delle conseguenze più pesanti nel mondo informatico è quella che ci lega per esempio all&#8217;utilizzo di Microsoft Office. La larga diffusione di Office nel mondo costringe chiunque all&#8217;utilizzo di questa suite per poter scambiare documenti in modo &#8220;corretto&#8221; con altre persone. L&#8217;esistenza di software freeware ed open source come OpenOffice, in grado di soddisfare il 90% degli utenti, è contrastata dalla sua scarsa diffusione e dai problemi di compatibilità con la suite Microsoft. Stessa cosa accade per Windows. Essendo il sistema operativo più diffuso, quasi tutte le applicazioni esistenti sono state sviluppate per funzionare soltanto con Windows. E&#8217; evidente quindi che sistemi operativi alternativi sono impossibilitati a decollare, a meno che non si appoggino ad una rete altrettanto solida, in grado di promuovere e di spingere l&#8217;utente a cambiare le sue abitudini.  Quello che quindi non è riuscito a Linux durante tutti questi anni, potrebbe riuscire a Google senza grosse difficoltà. Ovviamente una rete preesistente su cui appoggiarsi non è sufficiente a decretare il successo e la crescita della nuova rete. Le condizioni necessarie sono da ricercarsi nell&#8217;economicità, nell&#8217;efficienza e nella rispondenza alle esigenze dell&#8217;utente. Se questi requisiti sono soddisfatti, magari solo in parte, è possibile la crescita della nuova rete e la sua diffusione a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">La diffusione iniziale di Facebook si è appoggiata essenzialmente alla rete sociale universitaria a cui il creatore Mark Zuckerberg apparteneva. Ovviamente per poter crescere a livello mondiale, l&#8217;infrastruttura preesistente di Internet non era sufficiente a garantirne la diffusione. Il successo di Facebook è anche dovuto alle sue interessanti funzionalità che con il tempo sono state aggiunte alla versione basilare. L&#8217;effetto di rete ha fatto il resto. Una volta raggiunta la soglia critica si instaura un processo esponenziale che porta la rete a diffondere l&#8217;applicazione in  tutto il mondo con una crescita a macchia d&#8217;olio su macro-aree geografiche e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, ora che conoscete tutti gli ingredienti necessari per conquistare il mondo con la vostra nuova applicazione, non vi resta che realizzarla. Sembra facile eh? <img src='http://www.hwchannel.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La sicurezza nel cinema 3D</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>One1ros</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Avatar è stato proclamato il campione d’incassi di tutti i tempi (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cinema/2010/01/26/visualizza_new.html_1677642803.html).
Molti sono rimasti rapiti dall’avventurosa storia d’amore ambientata nel fantastico pianeta “Pandora” ma la vera carta vincente di questo film è stata quella dell’innovazione tecnica che ha portato con se’. In questo film, infatti, la regia di Cameron era volta a privilegiare l’adozione tecnologica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/381/la-sicurezza-nel-cinema-3d/" title="Link to La sicurezza nel cinema 3D"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/pLTIU.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Avatar è stato proclamato il campione d’incassi di tutti i tempi (<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cinema/2010/01/26/visualizza_new.html_1677642803.html">http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cinema/2010/01/26/visualizza_new.html_1677642803.html</a>).</p>
<p>Molti sono rimasti rapiti dall’avventurosa storia d’amore ambientata nel fantastico pianeta “Pandora” ma la vera carta vincente di questo film è stata quella dell’innovazione tecnica che ha portato con se’. In questo film, infatti, la regia di Cameron era volta a privilegiare l’adozione tecnologica del 3D, enfatizzando scene di azione e non solo. Gli spettatori hanno molto apprezzato ciò e i risultati non si sono fatti attendere al botteghino. Sicuramente la visione dei film in tre dimensioni è un’esperienza affascinante e coinvolgente ma si è recentemente presentata anche come pericolosa. In data 04/02/2010 il codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell&#8217;Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) ha presentato ai Nas e alla Procura della Repubblica di Roma un esposto nel quale “si chiede di effettuare tutte le dovute verifiche e controlli in tutte le città italiane volti ad accertare se gli occhialini messi a disposizione all&#8217;ingresso delle sale dei cinema che proiettano film in 3D risultino conformi alle direttive CEE, disponendo l&#8217;eventuale sequestro di quelli che risultassero commercializzati in violazione dello stesse&#8221;, ha affermato il Presidente Codacons, Carlo Rienzi . Il caso è nato quando molti spettatori in tutta la penisola hanno denunciato malesseri come nausea e fastidio agli occhi dopo la visione di un film in 3D. Il codacons si è subito attivato riscontrando che questi effetti collaterali siano da imputarsi agli occhiali che vengono forniti nelle sale cinematografiche per poter godere della nuova tecnologia tridimensionale. Da una ricerca condotta dall’associazione dei consumatori è emerso che in molte sale italiane forniscano degli occhiali <em>made in China </em>sprovvisti del marchio CE (Conformité Européenne). Su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcatura_CE">wikipedia</a> è possibile leggere “La marcatura CE è un contrassegno che deve essere apposto su determinate tipologie di prodotti dal fabbricante stesso che con essa autocertifica la rispondenza (o conformità) ai requisiti essenziali per la commercializzazione e utilizzo nell&#8217; Unione Europea”.</p>
<p><a href="http://europa.eu/legislation_summaries/consumers/product_labelling_and_packaging/l21013_it.htm">Sul portale dell’Unione Europea</a> si può leggere che la decisione <a title="93/465/CEE" href="http://eur-lex.europa.eu/smartapi/cgi/sga_doc?smartapi%21celexplus%21prod%21DocNumber&amp;lg=it&amp;type_doc=Decision&amp;an_doc=93&amp;nu_doc=465" target="_blank">93/465/CEE</a> del Consiglio , del 22 luglio 1993, concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure di valutazione della conformità e le norme per l&#8217;apposizione e l&#8217;utilizzazione della marcatura &#8220;CE&#8221; di conformità, “istituisce una serie di procedure di valutazione della conformità dei prodotti industriali ai &#8220;requisiti essenziali&#8221; fissati dalle direttive di armonizzazione tecnica. Ha lo scopo di tutelare interessi pubblici come la salute e la sicurezza degli utilizzatori dei prodotti”.</p>
<p>Oltre al fatto di non essere conforme alle normative europee per la sicurezza del consumatore, in molti cinema è stato riscontrato che gli occhiali passano da uno spettatore all&#8217; altro senza essere disinfettati, con rischio elevatissimo legato alla possibilità che attraverso le lacrime cadute sui vetri si trasmettano anche gravi infezioni.</p>
<p>I NAS, dopo aver ricevuto la denuncia, sono subito intervenuti mettendo sotto sequestro un grande volume di occhiali 3D in molti cinema della Calabria. Da affiancare al tempestivo intervento del Nucleo Anti-Sofisticazione c’è però il deplorevole operato del Ministero della Salute che tarda a dare indicazioni sul da farsi in merito alla tutela della salute degli spettatori italiani.</p>
<p>In ultima analisi è triste constatare come viga sempre la legge del profitto ad ogni costo, soprattutto quando tale prezzo è rappresentato dalla compromissione della salute degli italiani. Non rimane che raccomandare di controllare sempre gli occhiali quando se ne vuole fare utilizzo in sala e di denunciare i cinema che non dispongono di apparecchiature conformi agli standard di sicurezza europei. Rimane altresì importante la disinfezione e la pulizia di questi apparecchi, da esigere in ogni caso anche contro la riluttanza degli addetti.</p>
<p>Link per approfondimenti:</p>
<p><a href="http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=119971&amp;id">http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=119971&amp;id</a>=</p>
<p><a href="http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=119791&amp;id">http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=119791&amp;id</a>=</p>
<p>Maurizio Caon</p>
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		<title>Drive by wire. Vi fidate?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 09:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati i tempi in cui i Flinstones frenavano mettendo giù i piedi. E ormai stanno passando anche i tempi in cui tra il pedale del freno e il freno in se stesso c&#8217;è un sistema meccanico senza soluzione di continuità. Per quanto servofreno e servosterzo siano ormai al giorno d&#8217;oggi indispensabili (provate a frenare o sterzare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/346/drive-by-wire-vi-fidate/" title="Link to Drive by wire. Vi fidate?"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/0hJDJx.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Sono passati i tempi in cui i Flinstones frenavano mettendo giù i piedi. E ormai stanno passando anche i tempi in cui tra il pedale del freno e il freno in se stesso c&#8217;è un sistema meccanico senza soluzione di continuità. Per quanto servofreno e servosterzo siano ormai al giorno d&#8217;oggi indispensabili (provate a frenare o sterzare a motore spento&#8230;), un certo grado di affidabilità o almeno di sicurezza era garantito proprio da quel feeling diretto tra uomo e macchina. I puristi della meccanica inorridiscono al pensiero di avere una barriera software che li separa dall&#8217;asfalto.</p>
<p>Eppure il drive by wire, letteralmente guidare con i fili (elettrici), è ormai<em> </em>una realtà consolidata. Se la maggior parte dei sistemi di sterzata delle autovetture è ancora di tipo meccanico, state pur certi che tra il pedale dell&#8217;acceleratore e l&#8217;erogazione del carburante c&#8217;è di mezzo una bella centralina elettronica. E la risposta del motore ai vostri comandi è influenzata pesantemente da come il software presente nella centralina elabora i segnali che riceve. Immaginate la presenza di un bug in questo software e la vostra macchina potrebbe rimanere ferma in mezzo alla strada o peggio rimanere accelerata. La qualità del software diventa quindi fondamentale per garantire la sicurezza nell&#8217;auto. Ma se da un lato è rischioso perché non si ha pieno controllo dell&#8217;auto, dall&#8217;altro lato il controllo elettronico può salvare molte vite umane. Pensate all&#8217;importanza dell&#8217;ABS, del controllo di trazione e di stabilità. Persino un guidatore esperto non è in grado di sostituire un controllo dell&#8217;autovettura fatto via software.</p>
<p>Nell&#8217;aeronautica il fly by wire è ormai è una realtà: pilotare un aereo sofisticato ed imponente come ad esempio un Airbus A380 con comandi totalmente meccanici sarebbe del tutto impensabile. E la sicurezza dei software che gira sugli aerei è a prova di bomba (per lo meno informatica). Nel mondo degli autoveicoli manca spesso una cura altrettanto maniacale nella qualità del software. Sarà forse per il fatto che la qualità del software è una disciplina decisamente innovativa. Sarà perché il livello tecnologico delle auto è esploso negli ultimi anni e c&#8217;è ancora molta inesperienza. Sta di fatto che i problemi di natura informatica elettronica sono il guasto praticamente più ricorrente nelle nuove auto.</p>
<p>Spesso si sentono proposte di macchine dotate di wi-fi, in grado di comunicare tra di loro per individuare ostacoli, traffico, ingorghi e in grado anche di evitare possibili incidenti. In questo contesto c&#8217;è chi si preoccupa della privacy, ma probabilmente la preoccupazione maggiore viene da una possibile falla nella sicurezza del sistema. Cosa succederebbe se un virus o qualche sistema appositamente studiato iniziasse ad inondare le autovetture di messaggi capaci di mandare in tilt centraline elettroniche, causare incidenti e danni a persone e cose?</p>
<p>Un mondo in cui le auto si muovono da sole sarebbe probabilmente già possibile, ma le implicazioni sulla sicurezza rallentano lo sviluppo tecnologico. D&#8217;altra parte la vita non è un gioco. Cerchiamo di prendere quindi consapevolezza del profondo mutamento che sta lentamente avvenendo nell&#8217;autovettura. In questo contesto, il timore da parte dell&#8217;utente dovrebbe essere ingiustificato, ma una grandissima prudenza e serietà da parte dei produttori è il minimo che ci possiamo augurare. Nell&#8217;attesa, se volete guidare con un controller wireless, dovrete accontentarvi di farlo sulla Wii.</p>
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