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	<title>HwChannel.it - Il blog di XtremeHardware &#187; Hardware</title>
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	<description>Approfondimenti su Recensioni e News pubblicate su XtremeHardware.it</description>
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		<title>Facciamo un po&#8217; di luce sui Reflective Displays</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ormai in piena primavera, ed entrare in ufficio con queste belle giornate di sole è davvero triste. Ognuno nella sua vita ha fatto le sue scelte, ma non sempre ci si rende conto di dover passare le giornate davanti ad un monitor. Non che non mi piaccia, beninteso: il problema non è alla radice. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/512/facciamo-un-po-di-luce-sui-reflective-displays/" title="Link to Facciamo un po' di luce sui Reflective Displays"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/YPcoFC.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Siamo ormai in piena primavera, ed entrare in ufficio con queste belle giornate di sole è davvero triste. Ognuno nella sua vita ha fatto le sue scelte, ma non sempre ci si rende conto di dover passare le giornate davanti ad un monitor. Non che non mi piaccia, beninteso: il problema non è alla radice. Forse è solo uno sfizio, un capriccio primaverile. Ma essendo costretto in questi giorni a lavorare al pc, magari dovendo solo scrivere un documento, mi piacerebbe poterlo fare all&#8217;aria aperta. Perché non lo faccio? Perché non prendo il mio netbook e non vado a scrivere all&#8217;aria aperta? Perché ci ho già provato tempo fa, e so che non potrei stare più di cinque minuti a cercare di vedere qualcosa da un monitor LCD. La tecnologia attuale ci offre ormai grandi opportunità per lavorare all&#8217;aria aperta:</p>
<ul>
<li>Internet a portata di mano con wi-fi, UMTS o, in un futuro non troppo lontano, Wi-Max</li>
<li>Netbook o notebook CULV, ultra leggeri e con durata della batteria davvero elevata.</li>
<li>&#8230;</li>
</ul>
<p>Con tutto lo sforzo possibile non riesco ad immaginare altre necessità. Un netbook, o a limite un notebook CULV è in grado di poter gestire il 95% della mia attività al computer. Salvo la nota dolente, il monitor che mi impedisce di lavorare all&#8217;aria aperta.</p>
<p>Nonostante lo sviluppo delle tecnologie relative all’LCD, quali la recente retroilluminazione LED che permette di ridurre i consumi e di aumentare il contrasto, la limitazione dell’LCD per un utilizzo in condizioni di forte luce è intrinseca. Il problema è dovuto proprio al principio di funzionamento dei display retroilluminati che visualizzano le immagini filtrando selettivamente la luce proveniente da dietro al pannello. Quando ci troviamo all&#8217;esterno di un edificio, la luce proveniente dal sole è molto più forte di quella emessa dal pannello, la quale risulterà quasi impercettibile in confronto a quella riflessa dagli oggetti circostanti. E probabilmente lo schermo stesso andrà a riflettere molta più luce di quanta ne trasmette, ma quella riflessa sarà inevitabilmente di colore bianco. Sfruttando la riflessione della luce dell’ambiente invece di quella posteriore al pannello è possibile ottenere la stessa luminosità degli oggetti circostanti. Ovviamente l’obiettivo è quello di riflettere la luce solo in determinate zone e di un certo colore in modo da poter ricreare le immagini come accade sui display tradizionali. Nei display LCD questa cosa è realizzata con dei filtri dei tre colori fondamentali, Red Green e Blue (RGB), in cui ciascuno varia il suo effetto in base al colore necessario. Ciò che si cerca di fare con i display riflettevi è più o meno la stessa cosa ma con la differenza che la luce invece di filtrare da dietro in questo caso deve essere riflessa.</p>
<p>Ci sono diverse tecnologie sviluppate per i display riflettevi. Una delle più promettenti sempra essere la tecnologia Electrowetting di Liquavista, un’azienda nata da uno spin-off di un laboratorio di ricerca della nota multinazionale Philips. La tecnologia elettrowetting si basa sul principio della tensione superficiale. La tensione superficiale è quel fenomeno che tende a tenere coese le molecole di un liquido in che si trova su una superficie di un altro materiale. Un esempio è una goccia d’acqua sulla superficie di un materiale idrofobo (tipo quelle tovaglie antimacchia che spesso si trovano nei ristoranti). Una interessante proprietà su cui si basano questi display è data dal fatto che applicando una differenza di potenziale elettrico alla goccia e al materiale sottostante, la tensione superficiale tende a diminuire. In tal senso immaginando di utilizzare di applicare un elettrodo di una pila di 9V alla goccia e l’altro elettrodo al di sotto del materiale idrofobo isolante, dovremmo poter vedere la goccia d’acqua distendersi sulla superficie del materiale (da cui elettrowetting, letteralmente bagnare con l’elettricità).</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-539" title="liquavista2" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista2.png" alt="" width="683" height="367" /></a></p>
<p>Il principio ovviamente non è sfruttato direttamente con l’acqua ma viene utilizzato un olio speciale colorato adagiato su un materiale idrofobo a cui è attaccato a causa della tensione superficiale. L’olio è confinato all’interno di ciascun pixel trattenuto da una specie di muretto. Al di sopra dell’olio c’è acqua racchiusa da un vetro o da un materiale plastico. Applicando una differenza di potenziale tra l’acqua e un elettrodo disposto al di sotto del pixel, l’acqua tende a bagnare lo strato idrofobo facendo spostare la goccia di colore lateralmente e lasciando quindi a nudo la superficie sottostante del pixel. In questo modo il colore visibile è a seconda della tensione il colore dell’olio o quello del substrato sottostante o un misto tra i due.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="liquavista" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista.png" alt="" width="743" height="739" /></a></p>
<p>Con questo principio di funzionamento è possibile costruire due tipi di display. Uno è di tipo classico a singolo layer e in cui ogni cella è segmentata in 3 subpixel sormontati da un filtro RGB. Il colore dell’olio in questo caso è nero in modo che in condizioni normali la luce viene assorbita e il monitor è spento, mentre quando un colore deve essere visualizzato l’olio viene ritratto dal subpixel e la luce riflessa dal substrato sottostante e filtrata dal filtro in cima al subpixel. Questo tipo di architettura è molto vantaggiosa in termini economici perché permette di riutilizzare molti dei componenti dei classici LCD. Il costo di transizione a questi nuovi tipi di pannelli sarebbe dunque molto basso. Inoltre questo tipo di monitor è molto sottile e permette anche di ottenere monitor flessibili. L’unica accortezza è sullo spessore dell’acqua che deve essere abbastanza alto da non permettere il contatto dell’olio con la superficie superiore quando questo è completamente ritratto.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-541" title="liquavista3" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista3.png" alt="" width="641" height="146" /></a></p>
<p>Il secondo tipo di monitor prevede l’utilizzo di tre layer CMY (ciano magenta e giallo gli stessi tre  colori fondamentali utilizzati dalle stampanti a getto di inchiostro). Due di questi layer sono affacciati e condividono lo stesso strato di acqua. Con questa configurazione è possibile raggiungere una migliore luminosità e una gamma di colori superiore a quella dei display a singolo layer.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista4.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-542" title="liquavista4" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista4.png" alt="" width="433" height="270" /></a></p>
<p>I vantaggi di questa tecnologia sono davvero molti. Ridisegnano totalmente il modo di concepire i monitor fornendo una esperienza unica per l’utente. I colori in condizione di forte  illuminazione sono più vivi, paragonabili a quelli della carta stampata, la visione è ottimale da qualsiasi angolazione. Un’altra importante caratteristica di questi monitor è il consumo molto ridotto cosa che si sposa perfettamente con la necessità di una maggiore autonomia dei dispositivi mobile.</p>
<p>I consumi ridotti sono ottenuti grazie alla notevole capacità isolante del materiale idrofobo che impedisce le perdite di corrente durante il processo di elettrowetting. Altra caratteristica molto interessante è la velocità di transizione davvero buona, che permette tranquillamente di visualizzare un video senza mostrare scie o rallentamenti (cosa che affligge molte altre tecnologie riflettive)</p>
<p>Se le proprietà sono così buone, i costi di produzione così ridotti, perché non troviamo ancora questi monitor in commercio? Beh qualcosa da migliorare ancora c’è evidentemente. In particolare le tensioni operative sono un po’ alte, e l’elettrowetting richiede circa 20 Volt per schiacciare completamente la goccia di olio colorato. Tensioni un po’ alte che al momento non sono compatibili con i circuiti di alimentazione degli attuali monitor LCD.</p>
<p>Siamo sicuri però che un breve periodo di ricerca sarà sufficiente per trovare dei materiali dalla proprietà migliori ottenendo così un prodotto in grado di trovare largo utilizzo nel settore dei dispositivi mobile.</p>
<p>Per concludere vi proponiamo due video che mostrano due prototipi di eReader equipaggiati con la tecnologia Liquavista Color:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eIjVMvJhhMY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/eIjVMvJhhMY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nyUFfSkIUzk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nyUFfSkIUzk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Risultati sondaggio: &#8220;Quale pensi che sarà il prezzo della GTX 480?&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 22:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I risultati del sondaggio hanno dimostrato che Nvidia ha sostanzialmente rispettato le aspettative degli utenti per quanto riguarda la fascia di prezzo su cui tale scheda video si sarebbe piazzata.

Il prezzo indicativo, tutto  sommato rispettato, di circa 500€ è stato quello attorno a cui la maggior parte degli utenti si è orientata nel sondaggio.  Qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/hardware/531/risultati-sondaggio-quale-pensi-che-sara-il-prezzo-della-gtx-480/" title="Link to Risultati sondaggio: "Quale pensi che sarà il prezzo della GTX 480?""><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/8E0LfY.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p style="text-align: justify;">I risultati del sondaggio hanno dimostrato che Nvidia ha sostanzialmente rispettato le aspettative degli utenti per quanto riguarda la fascia di prezzo su cui tale scheda video si sarebbe piazzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/sodaggiogtx480.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-532" title="sodaggiogtx480" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/sodaggiogtx480.png" alt="" width="307" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo indicativo, tutto  sommato rispettato, di circa 500€ è stato quello attorno a cui la maggior parte degli utenti si è orientata nel sondaggio.  Qualche utente, più ottimista, ha ipotizzato un prezzo più vicino ai 400€.  Purtroppo viste anche le attuali disponibilità di tali schede c’è da supporre sia che l’attuale costo di produzione possa addirittura essere superiore, sia che le rese produttive siano ancora molto basse. Infatti sebbene le prestazioni siano tutto sommato soddisfacenti e quasi allineate con quelle della controparte ATI almeno a parità di prezzo, ciò che lascia perplessi è il modo in cui Nvidia riesce ad ottenere tali prestazioni. Parlando quindi di consumi, calore prodotto, rumorosità e non ultimo overcloccabilità, le GTX 480 e 470 risultano pesantemente in difficoltà rispetto ad ATI e soprattutto rispetto al consumatore stesso, che acquistando una di queste schede (se ci riesce) si trova in difficoltà a dover sopportare una ventola così rumorosa o a riuscire ad alimentare una scheda video così esosa in termini di consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’architettura Fermi non è stata un Flop ma di certo non è stata neanche un successo, e non è riuscita ne a risollevare la situazione di Nvidia né a smuovere un po’ le acque in un mercato un po’ stagnante. I prezzi di ATI infatti sono rimasti pressoché invariati da alcuni mesi nonostante nel frattempo siano entrate in commercio le nuove schede video Nvidia. E vista la scarsità di schede video Fermi si trovano ancora in commercio schede video GTX 285 quotate a quasi 300€ e GTX 275 a 230€. La speranza è che Nvidia (o meglio TSMC) riesca a ottimizzare il processo di produzione di Fermi, migliorando le rese produttive e diminuendo i consumi. Il tutto magari con un rapido passaggio al processo produttivo a 28nm, cosa per altro difficile visto l’elevato costo di un tale cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo sondaggio riguarderà l’esemplare di iPhone “smarrito” in un bar da un dipendente della Apple.</p>
<p style="text-align: justify;">Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.</p>
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		<title>Sondaggio: &#8220;Quale pensi che sarà il prezzo di lancio in Italia della GeForce GTX 480?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 10:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si parla ormai da mesi della nuova architettura Fermi, ma i vari rumors sui prezzi di vendita delle GeForce GTX 470 e 480 sembrano dare i numeri del lotto (per ovvi motivi a tre cifre). E&#8217; chiaro che anche se Nvidia delineasse un prezzo di vendita preciso, sarebbe comunque difficile capire il prezzo di lancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/hardware/451/sondaggio-quale-pensi-che-sara-il-prezzo-di-lancio-in-italia-della-geforce-gtx-480/" title="Link to Sondaggio: "Quale pensi che sarà il prezzo di lancio in Italia della GeForce GTX 480?""><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/LwfUm.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Si parla ormai da mesi della nuova architettura Fermi, ma i vari rumors sui prezzi di vendita delle GeForce GTX 470 e 480 sembrano dare i numeri del lotto (per ovvi motivi a tre cifre). E&#8217; chiaro che anche se Nvidia delineasse un prezzo di vendita preciso, sarebbe comunque difficile capire il prezzo di lancio della scheda in Italia, anche per via dell&#8217;attuale cambio euro-dollaro non troppo favorevole. E&#8217; chiaro che se i rumors sulle prestazioni fossero veri, che attestano la GTX480 mediamente di poco superiore alla HD5870, l&#8217;esborso per acquistarla non dovrebbe essere di molto superiore alle 400€. Personalmente non credo che il prezzo di lancio potrà essere così &#8220;basso&#8221;. Anche se la scheda avrà prestazioni deludenti, la prima ondata di schede sarà lanciata in volumi molto ridotti e Nvdia cercherà di fare leva sul fattore novità facendo alzare notevolmente le quotazioni. Tutte queste osservazioni sono ovviamente congetture. Quindi a voi la parola per capire qual è il prezzo di lancio che vi aspettate. Vedremo poi al momento del lancio (chissà quando&#8230;), se Nvidia riuscirà a soddisfare le aspettative degli utenti o sarà costretta a vendere ad un prezzo eccessivo per rientrare nei costi di produzione.</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
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		<title>Intel e Micron annunciano la produzione di chip NAND Flash a 25nm</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 17:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando due colossi dei semiconduttori decidono di creare una joint venture per la fabbricazione di memoria Flash, vuol dire che non ce n&#8217;è più per nessuno. Intel e Micron hanno fondato IM Flash Tecnologies (IMFT) nel 2006. Intel, leader nel settore delle CPU, non voleva certo perdersi un mercato come quello delle memorie Flash.  Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/294/intel-e-micron-annunciano-la-produzione-di-chip-nand-flash-a-25nm/" title="Link to Intel e Micron annunciano la produzione di chip NAND Flash a 25nm"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/2OS4HR.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Quando due colossi dei semiconduttori decidono di creare una joint venture per la fabbricazione di memoria Flash, vuol dire che non ce n&#8217;è più per nessuno. Intel e Micron hanno fondato IM Flash Tecnologies (IMFT) nel 2006. Intel, leader nel settore delle CPU, non voleva certo perdersi un mercato come quello delle memorie Flash.  Il crescente numero di dispositivi portatili, soprattutto smartphone, e le grandi possibilità nel mondo desktop, dove le prestazioni degli SSD promettono di surclassare i vecchi hard disk a piatti magnetici, costituiscono un mercato in forte crescita fonte di grandi guadagni. Micron, dal canto suo, era già leader nel campo delle memorie, ma la partnership con Intel la mette in una posizione favorevole nei confronti della rivale Samsung.</p>
<p>Grazie alla collaborazione tra queste due grandi aziende IMFT si appresta a lanciare la produzione di chip di memoria flash MLC (2bit per cella) da 64 Gigabit (8 Gigabyte), costruiti con processo produttivo a 25nm. Samsung è ancora ancorata alla produzione a 34nm e IMFT dichiara di essere in vantaggio di almeno un anno sulla concorrenza. Produrre a 25nm significa ottenere rese maggiori, consumi minori (per i dispositivi portatili non è irrilevante) e soprattutto costi minori. Ovviamente cambiare processo produttivo significa fare un grosso investimento per ammodernare tutti gli impianti. Intel e Micron sono sicuri di rientrare con le spese vendendo un maggior volume di dispositivi grazie al vantaggio accumulato su Samsung.</p>
<p>Presto quindi vedremo grandi quantitativi di memoria sia per SSD (probabilmente prodotti con capacità fino a 600GB), sia per dispositivi portatili come smartphone e lettori mp3. La speranza è che i minori costi di produzione incentivino un calo di prezzi dei prodotti stessi, permettendo finalmente di trovare degli SSD a buon mercato. O almeno a prezzi che ne giustifichino l&#8217;acquisto rispetto agli hard disk tradizionali.</p>
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		<title>Intel: memory controller integrato, ma non troppo.</title>
		<link>http://www.hwchannel.it/featured/274/intel-memory-controller-integrato-ma-non-troppo/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il memory controller è un elemento chiave per le prestazioni del sistema. Deve gestire tutto il flusso di dati e di comandi tra CPU e memoria RAM. Sin dall&#8217;uscita nel 2003 dell&#8217;architettura K8 di AMD (Athlon 64), si è compreso che avere il memory controller integrato nella cpu abbassa notevolmente i tempi di accesso alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/274/intel-memory-controller-integrato-ma-non-troppo/" title="Link to Intel: memory controller integrato, ma non troppo."><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/O88a7w.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Il memory controller è un elemento chiave per le prestazioni del sistema. Deve gestire tutto il flusso di dati e di comandi tra CPU e memoria RAM. Sin dall&#8217;uscita nel 2003 dell&#8217;architettura K8 di AMD (Athlon 64), si è compreso che avere il memory controller integrato nella cpu abbassa notevolmente i tempi di accesso alla memoria e, di conseguenza, aumenta anche la bandwidth in lettura e scrittura. Ovviamente il memory controller integrato non fu l&#8217;unica innovazione dell&#8217;architettura K8 ma, senza dubbio, ha contribuito in modo evidente al suo successo.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/athlon64_2.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-278" title="athlon64_2" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/athlon64_2.gif" alt="" width="400" height="540" /></a></p>
<p>Ciononostante Intel ha lasciato il memory controller nel NorthBridge ancora per qualche anno. L&#8217;architettura Core2 ovviava all&#8217;assenza di un memory controller integrato con una migliore gestione dei cache miss e con una cache di secondo livello sensibilmente più grande e veloce rispetto alle precedenti generazioni di CPU. Molte applicazioni che usano un set ristretto di dati e istruzioni non sono quindi influenzate troppo dalle maggiori latenze di accesso alla memoria.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/p35-chipset-diagram.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-279" title="p35-chipset-diagram" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/p35-chipset-diagram.jpg" alt="" width="425" height="368" /></a></p>
<p>Con l&#8217;uscita dell&#8217;architettura Nehalem, Intel non ha potuto fare a meno di seguire la strada di AMD per incrementare ulteriormente le prestazioni della sua precedente architettura Core 2. Ecco quindi che nei Core i7 viene introdotto un memory controller triple channel per ram DDR3 e un bus di interconnessione ad alta velocità Quick Path Interconnect per comunicare con altri processori o con il chipset X58. Quest&#8217;ultimo si occupa del controllo degli slot Pci Express come accadeva nei vecchi chipset per LGA775.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/x58.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-280" title="x58" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/x58.jpg" alt="" width="510" height="452" /></a></p>
<p>La piattaforma Core i7 per LGA1156 non ha introdotto sostanziali differenze: il memory controller è dual channel ma la velocità del bus di comunicazione con le ram è maggiore. Il bus di interconnessione con il chipset P55 è il Direct Media Access che ha un bandwidth molto inferiore rispetto al QPI. Le prestazioni rimangono però identiche alla piattaforma LGA1366 poiché gli slot Pci Express delle schede video sono controllati direttamente dalla CPU. Le due piattaforme in effetti, pur essendo differenti, hanno prestazioni pressoché simili. Scegliere tra le due non è affatto facile per l&#8217;utente.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/P55-blockdiagram.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-281" title="P55-blockdiagram" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/P55-blockdiagram.jpg" alt="" width="550" height="448" /></a></p>
<p>La recente introduzione dei processori dual core Clarckdale  Core i5 e Core i3 con processo produttivo a 32nm faceva sperare in prestazioni altrettanto buone rispetto alle due precedenti famiglie di cpu. Il dual core non avrebbe penalizzato gli utenti nella maggior parte dei giochi. Per contro la maggior frequenza di lavoro di queste cpu avrebbe permesso un incremento delle prestazioni nelle applicazioni non multithreaded. Ma l&#8217;intenzione di Intel è quella di piazzare queste cpu nella fascia media di mercato e in qualche modo ci è riuscita togliendo il memory controller integrato dalla cpu vera e propria. I nuovi processori Clarkdale integrano infatti due chip: uno è il die della cpu e l&#8217;altro è un chip che contiene una gpu di modeste prestazioni, il memory controller e il controller degli slot Pci Express. I due chip sono in comunicazione internamente con qualcosa di simile a un bus QPI ma è evidente che è una soluzione molto più lenta rispetto ad un memory controller integrato direttamente nella Cpu. Il risultato è che i tempi di accesso alla memoria sono quasi comparabili a quelli che si avevano su intel Core 2 con memory controller nel NorthBridge. In pratica il miglioramento architetturale rispetto al Core 2 si riduce ad aver avvicinato il chipset alla CPU. Ben poca cosa rispetto a ciò che si sarebbe potuto ottenere utilizzando il memory controller dei core i7. Beninteso, questa nuova famiglia di CPU sono lungi dall&#8217;essere poco performanti. Le frequenze elevate di lavoro consentono di avere comunque ottime prestazioni. E&#8217; sicuro però che Intel poteva fare di meglio. Perché non l&#8217;ha fatto? Probabilmente perché AMD  non è in grado di competere in termini di prestazioni su questa fascia e Intel cerca di differenziare il più possibile il suo mercato in modo da far cambiare CPU più spesso, sfornando diverse architetture contemporaneamente.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/h55-blockdiagram.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-282" title="h55-blockdiagram" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/h55-blockdiagram.jpg" alt="" width="769" height="505" /></a><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/clarkdale-exposed.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-283" title="clarkdale-exposed" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/clarkdale-exposed-e1264958436685.jpg" alt="" width="800" height="752" /></a></p>
<p>L&#8217;assenza di concorrenza si fa sentire anche in un&#8217;altra fascia di mercato, quella dedicata ai netbook. Intel ha recentemente lanciato la nuova architettura Pine Trail basata su processori atom. La nuova piattaforma ha eliminato il Chipset 945GSE, addirittura più esoso in termini di consumi dello stesso atom, per ospitare il chip grafico ed il memory controller direttamente nella cpu. Benché a differenza di Clarkdale i chip si trovino in un unico die, internamente sono separati da un&#8217;interfaccia FSB. Il risultato è che il miglioramento di prestazioni rispetto a ciò che ci si aspetterebbe con un memory controller integrato nella cpu è veramente esiguo. Di fatto Intel non ha voluto investire per riprogettare l&#8217;intera architettura dell&#8217;atom e si è limitata ad integrare il chipset nel die. Sebbene i consumi siano estremamente inferiori alla precedente architettura, le prestazioni dei nuovi netbook con Pine Trail rimarranno sempre molto esigue. Questo va a vantaggio dei produttori di computer portatili che vogliono che il netbook non diventi un sostituto del notebook, ma piuttosto un accessorio in più da acquistare. D&#8217;altra parte l&#8217;assenza di una vera concorrenza per l&#8217;Atom inibisce la necessità di Intel di progettare e produrre qualcosa di più performante. Ancora una vola a rimetterci è l&#8217;utente.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/pine-trail.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-284" title="pine trail" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/pine-trail.png" alt="" width="554" height="538" /></a></p>
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		<title>Statistiche Steam Dicembre 2009: Windows 7 in rapida diffusione, Intel e NVIDIA doppiano AMD.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 21:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Steam, la nota piattaforma per il gaming online, ha rilasciato le statistiche sull&#8217;hardware e il software utilizzato dai propri utenti nel mese di Dicembre 2009. Sebbene questi dati siano estrapolati soltanto da una particolare nicchia del mercato informatico (in particolare quella dei videogiocatori), possono essere comunque utili per comprendere alcuni trend sull&#8217;adozione di determinati software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/hardware/228/statistiche-steam-dicembre-2009-windows-7-in-rapida-diffusione-intel-e-nvidia-doppiano-amd/" title="Link to Statistiche Steam Dicembre 2009: Windows 7 in rapida diffusione, Intel e NVIDIA doppiano AMD."><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/fANlE8.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p style="text-align: center;"><a style="text-decoration: none;" onmouseover="iSwap('header_videocard','g')" onmouseout="iSwap('header_videocard','g')" href="http://store.steampowered.com/hwsurvey/videocard/"></a></p>
<div style="display: inline !important; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">Steam, la nota piattaforma per il gaming online, ha rilasciato le statistiche sull&#8217;hardware e il software utilizzato dai propri utenti nel mese di Dicembre 2009. Sebbene questi dati siano estrapolati soltanto da una particolare nicchia del mercato informatico (in particolare quella dei videogiocatori), possono essere comunque utili per comprendere alcuni trend sull&#8217;adozione di determinati software e componenti hardware. Analizziamo prima di tutto i dati relativi alle schede video:</span></div>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"> </span><img class="aligncenter" style="text-decoration: underline;" src="http://cdn.store.steampowered.com/public/images/hws_graph_videocard.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://cdn.store.steampowered.com/public/images/hws_graph_directx.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">La quota di mercato di NVIDIA a fine dicembre è ancora nettamente superiore a quella di ATI. Sarà curioso esaminare i dati alla fine del prossimo mese per valutare l&#8217;impatto dell&#8217;uscita delle HD5000 e del ritardo nell&#8217;uscita di GT300. Interessante anche l&#8217;alta percentuale di adozione di GPU DirectX10 nel corso dell&#8217;ultimo anno. Ecco nel dettaglio la diffusione dei singoli modelli:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-vga.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-237" title="steam-vga" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-vga.png" alt="" width="624" height="746" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ancora poco diffusa la serie HD5800 mentre in cima alla classifica troviamo 8800 e 9800 di NVIDIA e HD4800. Per quanto riguarda la memoria RAM video si vede un netto incremento dei modelli con 1GB dedicata:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-vram.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-239" title="steam-vram" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-vram.png" alt="" width="604" height="148" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Passando alle cpu la situazione sembra molto simile a quella delle GPU, con Intel al posto di NVIDIA:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://cdn.store.steampowered.com/public/images/hws_graph_processormfg.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://cdn.store.steampowered.com/public/images/hws_graph_cpus.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Il secondo grafico mostra la graduale scomparsa di cpu single core a favore delle cpu dual core e quad core.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-cpu.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-238" title="steam-cpu" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-cpu.png" alt="" width="625" height="385" /></a>Il trend degli ultimi 4 mesi mostra un lieve guadagno di Intel e un generale aumento delle frequenze di lavoro sia delle cpu Intel che AMD.</p>
<p style="text-align: left;">Anche l&#8217;adozione di un maggior quantitativo di RAM di sistema sembra evidente:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-ram.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-240" title="steam-ram" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-ram.png" alt="" width="610" height="107" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Infine, passando ai sistemi operativi installati sulle macchine degli utenti Steam, si nota la rapida adozione di Windows 7 32bit e soprattutto 64bit:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-OS.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-241" title="steam-OS" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/01/steam-OS.png" alt="" width="624" height="148" /></a>Windows 7 sembra aver riscosso un notevole successo. Ad appena due mesi dal lancio ufficiale conta già il 23% degli utenti contro il 45% di XP e il 31% di Vista (entrambi in calo). L&#8217;aumento dei quantitativi di memoria fisica di sistema spinge ovviamente all&#8217;acquisto della versione a 64bit in grado di superare la limitazione dei 3,2GB di RAM del 32bit.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
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		<title>Addio alle DDR2 nel 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 09:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quarto trimestre del 2009 è stato segnato da un notevole incremento di produzione di chip DDR3 a scapito di quelli DDR2. Stando a quanto riportato dal sito Digitimes, la quota di produzione di wafer di DDR3 di Powerchip Semiconductor Corporation (PSC) e della sua joint venture con Elpida Memory, Rexchip Electronics,  dovrebbe aver superato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/hardware/102/addio-alle-ddr2-nel-2010/" title="Link to Addio alle DDR2 nel 2010"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/F8Rz7R.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Il quarto trimestre del 2009 è stato segnato da un notevole incremento di produzione di chip DDR3 a scapito di quelli DDR2. Stando a quanto riportato dal sito <a href="http://www.digitimes.com/news/a20100115PD207.html">Digitimes,</a> la quota di produzione di wafer di DDR3 di Powerchip Semiconductor Corporation (PSC) e della sua joint venture con Elpida Memory, Rexchip Electronics,  dovrebbe aver superato per entrambe il 70%. Anche Nanya Technology e Inotera Memories dovrebbero aver incrementato la loro quota di DDR3 a ben oltre il 50% dell&#8217;intera produzione.</p>
<p>Sebbene le DDR2 vengano ancora commercializzate è ormai evidente che tutti i produttori di schede madri abbiano ormai abbandonato questo standard per i nuovi prodotti. Infatti se Amd produce ancora cpu con memory controller integrato anche per DDR2 Intel ha ormai completamente convertito la sua produzione alla serie di processori Core i# con memory controller per le sole DDR3. Lo stesso andamento dei prezzi, in calo per le DDR3 e stazionari se non in aumento per le DDR2 lascia presagire l&#8217;evidente abbandono del vecchio standard.</p>
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		<title>Denominazione di origine controllata: l&#8217;Intel si sbizzarrisce</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 21:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un colosso come Intel non può non aver fatto un approfondito studio di marketing prima di definire la politica di naming delle Cpu basate sulla nuova architettura Core i#. E visti i risultati direi che l&#8217;obiettivo principale da raggiungere fosse stato quello di creare più confusione possibile, non solo nell&#8217;acquirente inesperto, ma persino in quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/80/denominazione-di-origine-controllata-lintel-si-sbizzarrisce/" title="Link to Denominazione di origine controllata: l'Intel si sbizzarrisce"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/d8wQNy.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p style="text-align: left;">Un colosso come Intel non può non aver fatto un approfondito studio di marketing prima di definire la politica di naming delle Cpu basate sulla nuova architettura Core i#. E visti i risultati direi che l&#8217;obiettivo principale da raggiungere fosse stato quello di creare più confusione possibile, non solo nell&#8217;acquirente inesperto, ma persino in quello non troppo aggiornato sulle novità del settore. Difficile trovare un punto di riferimento per valutare le caratteristiche di una cpu. A parte forse la numerazione crescente. Teoricamente le caratteristiche vanno migliorando da i3 a i7 passando per i5 e allo stesso modo il numeretto a fianco dovrebbe distinguere le varie serie di cpu, con particolare riferimento alle centinaia. Rimane impossibile capire dalla denominazione il socket su cui questa cpu deve essere montata , il numero di core fisici, la cache e via dicendo. In effetti la decisione di Intel di utilizzare due socket diversi per separare la fascia di mercato high end dalle altre ha creato ancora più confusione. Anche perché allo stato attuale delle cose la differenza di prezzo e di prestazioni tra le due piattaforme è davvero esigua ed è difficile ad esempio capire se è meglio un i7-920 su X58 o un i7-860 su P55. Tanto per gradire si chiamano entrambi i7 eppure vengono montati su diversi socket.</p>
<p style="text-align: left;">Nuove cpu, nuova confusione: l&#8217;uscita dei Clarkdale non ha migliorato le cose. Si chiamano i5 (ed i3) ma hanno ben poco a che fare con il precedente i5 750. I nuovi Clarkdale sono dei dual core mentre il 750 è un quad core. Inoltre queste nuove cpu hanno tutte una gpu integrata nel package della cpu, un po&#8217; meglio delle precedenti gpu integrate nei chipset Intel ma pur sempre una scheda video integrata. Sta di fatto però che per utilizzare questa gpu integrata occorre un nuovo tipo di schede madri sempre basate su socket LGA 1156 ma con chipset H57 H55 o Q57. I Clarkdale potranno essere usati anche su P55, previo aggiornamento del bios della scheda madre, ma non ci sarà modo di utilizzare la gpu integrata. E se teoricamente il Clarkdale poteva essere un&#8217;ottima cpu per i gamers che nella maggior parte dei casi non necessitano più di due core, mentre beneficiano di una frequenza di lavoro maggiore, beh intel è riuscita a rovinargli la festa spostando il memory controller dalla cpu alla gpu. Ne beneficia un po&#8217; la scheda video integrata ma aumentano le latenze di accesso alla memoria per la cpu portando di fatto a un peggioramento delle prestazioni rispetto a i7 e i5 750, soprattuto nel caso si usi una scheda video discreta. Oltretutto i prezzi di lancio non sono molto invitanti e di fatto l&#8217;i5 750 rimane il miglior compromesso qualità prezzo per quasi tutte le necessità.</p>
<p style="text-align: left;">Tralasciamo questi dettagli sulle prestazioni e della cunfusione che si è venuta a creare con i Clarkdale e torniamo a parlare della politica di naming. In fin dei conti un po&#8217; di criterio in questa denominazione c&#8217;era, ed è basato sul numero di core logici delle cpu, ovvero il numero di core che vede il sistema operativo. Infatti in caso di presenza dell&#8217;Hyper Threading (o SMT) il numero di core logici risulta essere il doppio di quelli fisici. Stando così le cose, un i5 Clarckdale, che è un dual core ma ha l&#8217;HT, ha lo stesso numero di core logici dell&#8217;i5 750, che è un quad core ma non ha l&#8217;HT. E gli i7 sono quad core ma hanno l&#8217;HT quindi 8 core logici. Il concetto di fondo però è sbagliato, perché avere l&#8217;HT non significa avere davvero il doppio dei core. Sul campo c&#8217;è effettivamente un miglioramento ma questo varia da applicazione ad applicazione e all&#8217;incirca è limitato ad un massimo del 30%. Ma secondo Intel all&#8217;utente non deve interessare se ha un quad core o un dual core con HT, deve rimanere nella sua ignoranza e pensare che magari il 750 è un po&#8217; meglio perché è sul centinaio più grande (e un po&#8217; peggio perché ha le decine più piccole di un i5 660?). Insomma per farsi un&#8217;idea di come va bisogna spulciare tutte le caratteristiche, con la speranza che il rivenditore le abbia scritte. Oppure cercare online chiedendo l&#8217;aiuto a qualcuno un po&#8217; più esperto che magari è riuscito a capirci qualcosa dopo averci perso più di qualche ora.<br />
Beh in fondo poco male, una cosa l&#8217;abbiamo capita: quel numerino accanto alla “i” è un indicativo del numero di core logici. Tra poco usciranno gli esa-core basati su architettura Westmere a 32nm. Avranno l&#8217;HT, quindi 12 core logici ed è ragionevole aspettarsi che si chiameranno i9-qualchecosa.<br />
Sorpresa: si chiameranno <a onclick="pageTracker._trackPageview ('/outgoing/http_www_engadget_com_2009_12_15_gulftown_processor_dubbed_core_i7_980x_making_its_debut_q1_2010_');" rel="nofollow" href="http://www.xtremehardware.it/forum/redirect-to/?redirect=http%3A%2F%2Fwww.engadget.com%2F2009%2F12%2F15%2Fgulftown-processor-dubbed-core-i7-980x-making-its-debut-q1-2010%2F" target="_blank">i7-980X</a>! No comment!</p>
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		<title>NVIDIA: Fermi da diversi mesi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 10:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultima scheda video di NVIDIA di fascia alta? La GeForce 275 uscita ad Aprile 2009, di fatto con ben poche novità rispetto alle GeForce 260 e 280 uscite quasi un anno prima (Giugno 2008). L&#8217;unica novità  è stato il passaggio da 65 a 55 nm, ma architettura perfettamente inalterata. Appena uscita, la serie 200 di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/66/nvidia-fermi-da-diversi-mesi/" title="Link to NVIDIA: Fermi da diversi mesi"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/WLLpM0.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Ultima scheda video di NVIDIA di fascia alta? La GeForce 275 uscita ad Aprile 2009, di fatto con ben poche novità rispetto alle GeForce 260 e 280 uscite quasi un anno prima (Giugno 2008). L&#8217;unica novità  è stato il passaggio da 65 a 55 nm, ma architettura perfettamente inalterata. Appena uscita, la serie 200 di NVIDIA, si è dimostrata veramente innovativa, con una potenza di calcolo davvero impressionante. Ma già dall&#8217;uscita delle Ati HD4000 ci sono stati dei dubbi su come la struttura delle schede video NVIDIA potesse essere sfruttata appieno nei giochi. Dalla serie 200 sono state introdotte infatti importanti novità architetturali in grado di rendere la GPU più adatta a calcoli complessi consentendo tramite le librerie CUDA di eseguire applicativi diversi da quelli puramente videoludici. NVIDIA ha spinto molto su CUDA cercando di promuovere lo sviluppo di applicativi che potessero sfruttare le nuove GPU. Ad oggi però queste applicazioni sono davvero, poche se escludiamo qualche encoder audio-video.<br />
Mentre Nvidia puntava molto sul GPU computing, creando con la serie 200 una tra le GPU più grandi in termini di area e di transistor mai costruite, Ati si è rivolta esclusivamente al settore videoludico, producendo una GPU (HD4000) molto più piccola ma meno costosa e con un rapporto prezzo/prestazioni che ha consentito ad Ati di riguadagnare importanti fette di mercato.<br />
Nel frattempo NVIDIA non ha fatto molto se non il passaggio del processo produttivo da 65nm a 55nm. Tra settembre e ottobre 2009 Ati lancia le schede della serie HD5000. Ormai NVIDIA perde anche la leadership sulle schede top di gamma, accusando la vecchiaia della serie 200.<br />
Tutti aspettano la serie 300, la scheda che prende il nome dal noto fisico italiano Enrico <strong>Fermi</strong>. Che NVIDIA abbia grandi aspettative da questa scheda è ormai evidente, e sembra voler ribadire la sua supremazia nel suo settore. Eppure il tempo passa e di questa scheda e delle sue effettive prestazioni si sa ancora poco. L&#8217;uscita è prevista per Marzo ed il mercato delle schede video sembra essere in stallo. Puntare sulle nuove Ati, oppure aspettare Fermi? E&#8217; questa la domanda della maggior parte dei gamers più incalliti che si accingono a comprare una nuova scheda video. Nel frattempo Ati mantiene i prezzi delle nuove schede abbastanza alti non avendo ancora concorrenza diretta, allo stesso tempo nvidia non sembra aver abbassato il prezzo delle sue vecchie schede, confidando probabilmente nella fetta di mercato degli affezionati. A rimetterci sono ovviamente gli utenti che non beneficiano di una sana concorrenza. E nel clima di incertezza sorgono rumors sulle effettive capacità di Fermi, in difficoltà a quanto pare per temperature troppo elevate. Se qualcuno sperava di sapere qualcosa in più dalla presentazione al CES, beh è rimasto profondamente deluso.<br />
L&#8217;impressione che si ha è che alla Nvidia siano un po&#8217; <em>fermi </em>su questa nuova scheda video cercando di barcamenarsi tra i problemi da risolvere prima dell&#8217;uscita e tra la rivalità di Ati che approfitta del momento propizio. Se dovesse essere un flop le conseguenze per NVIDIA e per l&#8217;intero mercato delle schede video sarebbero gravissime.</p>
<p>Attendiamo fiduciosi.</p>
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		<title>Ingegneria dell&#8217;overclock</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se siete appassionati di computer e volete imparare qualcosa di più su di esso non aspettatevi che iscrivervi a una facoltà di Ingegneria Informatica e\o Elettronica vi servirà a molto per comprendere come funziona un PC. Per esperienza personale la maggior parte delle nozioni le ho apprese proprio su XtremeHardware. Ciò che comunque l&#8217;Università è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/53/ingegneria-delloverclock/" title="Link to Ingegneria dell'overclock"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/ESPWvp.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Se siete appassionati di computer e volete imparare qualcosa di più su di esso non aspettatevi che iscrivervi a una facoltà di Ingegneria Informatica e\o Elettronica vi servirà a molto per comprendere come funziona un PC. Per esperienza personale la maggior parte delle nozioni le ho apprese proprio su XtremeHardware. Ciò che comunque l&#8217;Università è riuscita a darmi è stato un modo diverso di vedere l&#8217;overclock.</p>
<p>Rammento con piacere una lezione di Componenti Elettronici per Alte Frequenze in cui ho realizzato questa nuova concezione. Non vorrei trarvi in inganno con il titolo del corso: gli argomenti trattati sono ben differenti dall&#8217;overclock di una Cpu. Sebbene le frequenze in gioco possono essere più o meno comparabili (parliamo comunque di frequenze dal Ghz in su), la branca di Elettronica di cui si stava parlando nel corso di Componenti Elettroniche per HF è diametralmente opposta a quella dell&#8217;Elettronica integrata tipica dei componenti del PC quali Cpu Gpu e Ram. La differenza sostanziale sta nelle dimensioni e nelle potenze in gioco nei singoli transistor: mentre nel primo caso si parla di componenti discreti dell&#8217;ordine del mm o del cm con potenze in gioco sul singolo transistor anche di qualche watt, nel secondo caso parliamo di transistor di dimensioni dell&#8217;ordine del nanometro (32 nanometri è appunto la lunghezza del canale del transistor delle nuove cpu Intel) integrati in un chip di silicio di qualche millimetro e di potenze dell&#8217;ordine del nanowatt. Con una differenza di nove ordini di grandezza cambia completamente il modo di progettare i componenti elettronici, sia attivi sia passivi.</p>
<p>Ciononostante alcuni concetti, passatemi il termine, ingegneristici, sono del tutto simili per entrambe le due branche dell&#8217;Elettronica. L&#8217;idea che ci fu trasmessa in questa lezione è che l&#8217;abilità dell&#8217;Ingegnere non stava nel riuscire ad utilizzare quel componente secondo le specifiche consigliate dal costruttore nel datasheet: questo compito può essere svolto da un qualsiasi tecnico con un po&#8217; di esperienza. L&#8217;Ingegnere deve invece cercare di utilizzare quel determinato transistor al 110% delle sue possibilità, provando magari ad utilizzare un componente progettato per diversi scopi, invece di uno con caratteristiche migliori ma certamente più costoso. E in un mondo dove molto spesso il successo di un prodotto è determinato dal suo costo complessivo, risparmiare anche su una piccola parte può rappresentare un vantaggio notevole. Parallelamente, nell&#8217;universo a noi più vicino, l&#8217;utente che overclockando una cpu i7 920 riesce a raggiungere o superare la frequenza di un i7 975, ottiene un notevole risparmio rispetto ad un possessore del 975 che però non ha effettuato overclock.</p>
<p>La capacità di regolare le varie “manopole” a disposizione dell&#8217;Ingegnere, ottimizzando il funzionamento del dispositivo, è un&#8217;arte che richiede molte conoscenze ma anche un&#8217;abilità pratica acquisita con il tempo. Le manopole a disposizione nell&#8217;Elettronica ad alta frequenza non sono molto dissimili da quelle della microelettronica. Si parla sempre di frequenze di esercizio, tensioni e correnti di lavoro, temperature del dispositivo e potenze da dissipare. Tutti concetti molto familiari all&#8217;overclocker. Siamo di fronte alla famosa coperta dell&#8217;Ingegnere, troppo corta per coprirsi per bene e in certi casi snervante come le disavventure di Willy il coyote. Ma la capacità di aggiustare questa coperta secondo le nostre esigenze ci permette di ottenere il giusto compromesso tra prestazioni, consumi, temperature e costo dei componenti. E non per forza la coperta viene sempre sbilanciata dal lato prestazioni. A volte infatti l&#8217;overclock si trasforma in downclock per favorire i consumi e la temperatura.</p>
<p>In conclusione ciò che molti utenti fanno inconsapevolmente overclockando, è una tipica attività ingegneristica di ottimizzazione. In un mondo dove si vedono tante lauree ad honorem per meriti spesso discutibili, mi sento di affermare senza alcuna vergogna che molti overclocker, anche se non sanno cos&#8217;è una Gaussiana o un numero complesso, meriterebbero una laurea ad honorem in Ingegneria.</p>
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