Sono passati i tempi in cui i Flinstones frenavano mettendo giù i piedi. E ormai stanno passando anche i tempi in cui tra il pedale del freno e il freno in se stesso c’è un sistema meccanico senza soluzione di continuità. Per quanto servofreno e servosterzo siano ormai al giorno d’oggi indispensabili (provate a frenare o sterzare a motore spento…), un certo grado di affidabilità o almeno di sicurezza era garantito proprio da quel feeling diretto tra uomo e macchina. I puristi della meccanica inorridiscono al pensiero di avere una barriera software che li separa dall’asfalto.
Eppure il drive by wire, letteralmente guidare con i fili (elettrici), è ormai una realtà consolidata. Se la maggior parte dei sistemi di sterzata delle autovetture è ancora di tipo meccanico, state pur certi che tra il pedale dell’acceleratore e l’erogazione del carburante c’è di mezzo una bella centralina elettronica. E la risposta del motore ai vostri comandi è influenzata pesantemente da come il software presente nella centralina elabora i segnali che riceve. Immaginate la presenza di un bug in questo software e la vostra macchina potrebbe rimanere ferma in mezzo alla strada o peggio rimanere accelerata. La qualità del software diventa quindi fondamentale per garantire la sicurezza nell’auto. Ma se da un lato è rischioso perché non si ha pieno controllo dell’auto, dall’altro lato il controllo elettronico può salvare molte vite umane. Pensate all’importanza dell’ABS, del controllo di trazione e di stabilità. Persino un guidatore esperto non è in grado di sostituire un controllo dell’autovettura fatto via software.
Nell’aeronautica il fly by wire è ormai è una realtà: pilotare un aereo sofisticato ed imponente come ad esempio un Airbus A380 con comandi totalmente meccanici sarebbe del tutto impensabile. E la sicurezza dei software che gira sugli aerei è a prova di bomba (per lo meno informatica). Nel mondo degli autoveicoli manca spesso una cura altrettanto maniacale nella qualità del software. Sarà forse per il fatto che la qualità del software è una disciplina decisamente innovativa. Sarà perché il livello tecnologico delle auto è esploso negli ultimi anni e c’è ancora molta inesperienza. Sta di fatto che i problemi di natura informatica elettronica sono il guasto praticamente più ricorrente nelle nuove auto.
Spesso si sentono proposte di macchine dotate di wi-fi, in grado di comunicare tra di loro per individuare ostacoli, traffico, ingorghi e in grado anche di evitare possibili incidenti. In questo contesto c’è chi si preoccupa della privacy, ma probabilmente la preoccupazione maggiore viene da una possibile falla nella sicurezza del sistema. Cosa succederebbe se un virus o qualche sistema appositamente studiato iniziasse ad inondare le autovetture di messaggi capaci di mandare in tilt centraline elettroniche, causare incidenti e danni a persone e cose?
Un mondo in cui le auto si muovono da sole sarebbe probabilmente già possibile, ma le implicazioni sulla sicurezza rallentano lo sviluppo tecnologico. D’altra parte la vita non è un gioco. Cerchiamo di prendere quindi consapevolezza del profondo mutamento che sta lentamente avvenendo nell’autovettura. In questo contesto, il timore da parte dell’utente dovrebbe essere ingiustificato, ma una grandissima prudenza e serietà da parte dei produttori è il minimo che ci possiamo augurare. Nell’attesa, se volete guidare con un controller wireless, dovrete accontentarvi di farlo sulla Wii.


