Avevamo già accennato all’interesse da parte di Intel per le piattaforme UltraMobile come gli Smartphone e i Tablet Pc, parlando di MeeGo, il sistema operativo sviluppato in collaborazione con Nokia. Nello stesso articolo avevamo annunciato il lancio di Moorestown e Medfield, due piattaforme basate su Atom, ma caratterizzate da una notevole riduzione dei consumi e da un maggiore livello di integrazione a livello di System on Chip (SoC). In questo articolo cercheremo di entrare nel dettaglio dei due nuovi chip per capire se Intel sarà in grado di conquistare anche questo mercato.
Se le potenzialità di Atom si sono dimostrate piuttosto limitate per i netbook, il connubio Atom-cellulare potrebbe rivelare un successo inaspettato. Ovviamente l’attuale piattaforma Atom non garantisce un consumo abbastanza basso. neanche con l’ultimo aggiornamento Pine-Trail, che ha portato il processore grafico GMA all’interno della Cpu. Inoltre, come spiegato in questo precedente articolo, la nuova architettura PineTrail non ha portato evidenti miglioramenti dal punto di vista delle prestazioni, nonostante il memory controller sia ora “integrato” nella cpu. La mancanza più grave di Atom è l’accelerazione hardware di contenuti multimediali, quali video in alta definizione compressi con codec H264 (il più utilizzato da youtube) e contenuti Flash. La notizia della collaborazione tra Intel e Silicon Hive, un’azienda olandese esperta in sviluppo di SoC per processamento di immagini e video, fa ben sperare sull’adozione di un acceleratore H264 nelle prossime piattaforme Moorestown e Medfield. Da questo punto di vista la concorrenza è molto spietata, con le piattaforme Nvidia Tegra e le nuove Cpu Arm Cortex A9 in grado di fornire prestazioni superiori all’ormai invecchiata architettura Atom Menlow.
Vediamo innanzitutto gli obiettivi della roadmap intel. Il lancio di Moorestown è previsto proprio per il 2010 e a breve vedremo i primi esemplari di Mobile Internet Device e Smartphone di fascia alta equipaggiati con questo chip. L’arrivo di Medfield è invece previsto per il 2011, accompagnato dal passaggio al processo produttivo a 32nm che contribuirà ad un notevole abbassamento dei consumi e ad una riduzione delle dimensioni del chip e della scheda. Questo permetterà l’installazione anche negli smartphone più piccoli e non solo negli internet table con display piuttosto ampio.
Il chip principale di Moorestown sarà Lincroft, che integrerà il Core Bonnell utilizzata negli Atom della serie Z (Silverthorne). Affianco al core Bonnell troveremo il processore grafico, il memory controller, una zona dedicata alla decodifica di flussi video e il controller del display LCD. Ad un secondo chip (Langwell) verrà affidata solo la gestione delle periferiche di Input/Output, in modo del tutto simile a ciò che avviene nell’architettura Pinetrail. Effettivamente Moorestown assomiglia in tutto e per tutto a PineTrail, ma dovrebbe garantire consumi in idle molto inferiori: appena 20 mW stando a quanto dichiarato da Intel. Per la piattaforma Moorestown Intel propone anche Evans Peak, un terzo chip che dovrebbe occuparsi della connettività Wireless (Wi-fi, Blutooth, Wi-Max, 3G). Medfield dovrebbe integrare tutte le funzionalità di Moorestown all’interno di un unico chip, consentendo una notevole riduzione della dimensione della scheda.
Nonostante le notevoli potenzialità, non è chiaro se queste due soluzioni riusciranno ad avere davvero successo. I partner interessati a Moorestown non sembrano molti, nonostante che la presentazione del progetto risalga al 2008. Per ora l’unico dispositivo funzionante basato su questa piattaforma è l’LG GW990, equipaggiato per il momento con il sistema operativo Moblin, in attesa del rilascio di MeeGo.
Ecco un video che ne mostra il suo funzionamento:
Interessanti le capacità di multitasking e riproduzione video nonché l’accattivante interfaccia 3d del sistema operativo Moblin. Intanto al Cebit spunta anche un Tablet PC basato su Moorestown: Open Tablet 7.
In entrambe i casi le specifiche rimangono sempre molto nebulose. Nessuna informazione sulle frequenze di clock, sugli effettivi consumi e sulle capacità di decodifica hardware di contenuti multimediali. Attendiamo con pazienza ulteriori sviluppi, cercando di capire se davvero Intel riuscira a contrastare ARM in questo settore.









