Nel precedente articolo abbiamo presentato i primi dissipatori destinati al mercato retail, facendo un piccolo riassunto dell’affascinante evoluzione che ha subito questo mercato negli anni 2000-2003. Oggi cercheremo di continuare questa storia fino ad arrivare quasi ai nostri giorni, concentrandoci sulle pietre miliari dell’evoluzione e tralasciando, per ovvi motivi, alcuni dei dissipatori prodotti da questo vorticoso settore in continua espansione.
Siamo dunque nel 2004, Amd ha da poco introdotto i Socket 939 e 940 e la fortunata serie di processori Opteron, gioia degli overclocker più incalliti. Anche Intel si prepara al passaggio al Socket 775, aumentando le frequenze di lavoro della sua architettura NetBurst e, inevitabilmente, anche il calore prodotto dalle sue cpu. I dissipatori crescono quindi in dimensione e, spinto dal cambio di socket, il mercato si anima di nuova vita. Il primo dissipatore a crescere in dimensioni e peso è stato probabilmente lo Zalman CNPS-7000-Cu. Interamente in rame, il suo peso al momento dell’uscita è da record: ben 773 grammi. La ventola è da 92mm, regolabile tra 1300 e 2400rpm grazie al potenziometro in dotazione. Una versione composita Al-Cu, era destinata ad una fascia più bassa di prezzo e prestazioni, pur mantenendo una struttura simile.
In tutta risposta, Thermalright presenta il famoso XP-120, dissipatore in rame e alluminio nickelato, molto più leggero dello Zalman CNPS7000, ma anche più performante, grazie alle sue 5 generose heatpipes. Può ospitare inoltre una ventola da 120mm di diametro, e questo è sicuramente un altro fattore che ne ha decretato il successo.
Il disegno riprende un po’ quello del precedente e più massiccio SP-94, interamente in rame:
Una versione in miniatura dell’XP 120, ma del tutto rispettabile, è l’XP90:
Zalman non resta a guardare e lancia uno dei primi dissipatori a torre: lo Zalman CNPS9500-LED. La rivoluzione è alle porte. Sebbene rimangano il rame e il disegno radiale delle alette, il corpo del dissipatore si stacca per la prima volta dalla cpu posizionando la ventola in verticale. Tutto ciò è permesso dalle heatpipes che vanno a convogliare il calore dalla base verso le alette, in modo più efficiente della conduzione statica offerta dal metallo. Il vantaggio è notevole. Il dissipatore può crescere in dimensioni e, soprattutto, il flusso d’aria delle ventole del case va ad “omogeneizzarsi” con quello del dissipatore, evitando che l’aria calda ristagni nel case. Un’altra piccola rivoluzione è l’introduzione dei LED, novità abbastanza importante da aggiudicarsi un posticino nel nome stesso del dissipatore. L’estetica diventa sempre più importante a livello di marketing e la nascita di case finestrati impone agli appassionati di modding l’acquisto di un dissipatore dal forte impatto estetico.
Anche Thermalright propone una soluzione a torre: l’HR-01. Quattro Heatpipes e ancora alluminio e rame nickelato. Sicuramente non è passato alla storia come il successivo Ultra 120. Probabilmente il Dissipatore a torre con la D maiuscola.
( Chi conosce quella scritta? )
Zalman e Thermalright non sono ovviamente gli unici produttori presenti sulla scena. Citiamo in questo periodo l’ottimo ThermalTake Big Typhoon, uno dei migliori dissipatori con ventola orizzontale. Ben 6 hetpipese un generoso radiatore in alluminio.
Ottimo anche lo Scythe Ninja, massiccio dissipatore con 6 heatpipes disposte in modo incrociato.
Sempre in questo periodo nasce Noctua, costola europea della Coreana Coolink. Il suo centro di progettazione austriaco produrrà i più silenziosi ed efficienti dissipatori a torre. Il debutto avviene con l’NH-U9 e l’NH-U12.
Infine non possiamo non citare Arctic Cooling, azienda che ha sempre prodotto dissipatori per la fascia bassa del mercato ma con un ottimo rapporto qualità prezzo. Risale a questo periodo il Freezer 64 successivamente aggiornato con la versione “Pro”. Non è di certo all’altezza dei più blasonati dissipatori eppure anche in questo caso siamo di fronte a una piccola pietra miliare. Ebbene sì: è il primo dissipatore recensito da XtremeHardware, al tempo Amdclockers (pausa per lacrimuccia per chi ci segue da più tempo
).
Siamo quasi in conclusione: ci avviciniamo al 2007 e ormai è storia di oggi. Prima di concludere ancora qualche innovazione da parte di Tuniq: il Tower-120, precursore dei dissipatori a sandwich.
Timida apparizione da parte di Asus in un mondo che non è il suo. Propone il Silent Square, che non si rivela nulla di eccezionale.
Per oggi basta così, riprenderemo la narrazione dal 2007 parlando di una sorta di “meteora” nel mondo dei dissipatori: Zerotherm.



















