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Denominazione di origine controllata: l’Intel si sbizzarrisce
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Un colosso come Intel non può non aver fatto un approfondito studio di marketing prima di definire la politica di naming delle Cpu basate sulla nuova architettura Core i#. E visti i risultati direi che l’obiettivo principale da raggiungere fosse stato quello di creare più confusione possibile, non solo nell’acquirente inesperto, ma persino in quello non troppo aggiornato sulle novità del settore. Difficile trovare un punto di riferimento per valutare le caratteristiche di una cpu. A parte forse la numerazione crescente. Teoricamente le caratteristiche vanno migliorando da i3 a i7 passando per i5 e allo stesso modo il numeretto a fianco dovrebbe distinguere le varie serie di cpu, con particolare riferimento alle centinaia. Rimane impossibile capire dalla denominazione il socket su cui questa cpu deve essere montata , il numero di core fisici, la cache e via dicendo. In effetti la decisione di Intel di utilizzare due socket diversi per separare la fascia di mercato high end dalle altre ha creato ancora più confusione. Anche perché allo stato attuale delle cose la differenza di prezzo e di prestazioni tra le due piattaforme è davvero esigua ed è difficile ad esempio capire se è meglio un i7-920 su X58 o un i7-860 su P55. Tanto per gradire si chiamano entrambi i7 eppure vengono montati su diversi socket.

Nuove cpu, nuova confusione: l’uscita dei Clarkdale non ha migliorato le cose. Si chiamano i5 (ed i3) ma hanno ben poco a che fare con il precedente i5 750. I nuovi Clarkdale sono dei dual core mentre il 750 è un quad core. Inoltre queste nuove cpu hanno tutte una gpu integrata nel package della cpu, un po’ meglio delle precedenti gpu integrate nei chipset Intel ma pur sempre una scheda video integrata. Sta di fatto però che per utilizzare questa gpu integrata occorre un nuovo tipo di schede madri sempre basate su socket LGA 1156 ma con chipset H57 H55 o Q57. I Clarkdale potranno essere usati anche su P55, previo aggiornamento del bios della scheda madre, ma non ci sarà modo di utilizzare la gpu integrata. E se teoricamente il Clarkdale poteva essere un’ottima cpu per i gamers che nella maggior parte dei casi non necessitano più di due core, mentre beneficiano di una frequenza di lavoro maggiore, beh intel è riuscita a rovinargli la festa spostando il memory controller dalla cpu alla gpu. Ne beneficia un po’ la scheda video integrata ma aumentano le latenze di accesso alla memoria per la cpu portando di fatto a un peggioramento delle prestazioni rispetto a i7 e i5 750, soprattuto nel caso si usi una scheda video discreta. Oltretutto i prezzi di lancio non sono molto invitanti e di fatto l’i5 750 rimane il miglior compromesso qualità prezzo per quasi tutte le necessità.

Tralasciamo questi dettagli sulle prestazioni e della cunfusione che si è venuta a creare con i Clarkdale e torniamo a parlare della politica di naming. In fin dei conti un po’ di criterio in questa denominazione c’era, ed è basato sul numero di core logici delle cpu, ovvero il numero di core che vede il sistema operativo. Infatti in caso di presenza dell’Hyper Threading (o SMT) il numero di core logici risulta essere il doppio di quelli fisici. Stando così le cose, un i5 Clarckdale, che è un dual core ma ha l’HT, ha lo stesso numero di core logici dell’i5 750, che è un quad core ma non ha l’HT. E gli i7 sono quad core ma hanno l’HT quindi 8 core logici. Il concetto di fondo però è sbagliato, perché avere l’HT non significa avere davvero il doppio dei core. Sul campo c’è effettivamente un miglioramento ma questo varia da applicazione ad applicazione e all’incirca è limitato ad un massimo del 30%. Ma secondo Intel all’utente non deve interessare se ha un quad core o un dual core con HT, deve rimanere nella sua ignoranza e pensare che magari il 750 è un po’ meglio perché è sul centinaio più grande (e un po’ peggio perché ha le decine più piccole di un i5 660?). Insomma per farsi un’idea di come va bisogna spulciare tutte le caratteristiche, con la speranza che il rivenditore le abbia scritte. Oppure cercare online chiedendo l’aiuto a qualcuno un po’ più esperto che magari è riuscito a capirci qualcosa dopo averci perso più di qualche ora.
Beh in fondo poco male, una cosa l’abbiamo capita: quel numerino accanto alla “i” è un indicativo del numero di core logici. Tra poco usciranno gli esa-core basati su architettura Westmere a 32nm. Avranno l’HT, quindi 12 core logici ed è ragionevole aspettarsi che si chiameranno i9-qualchecosa.
Sorpresa: si chiameranno i7-980X! No comment!

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