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	<title>HwChannel.it - Il blog di XtremeHardware</title>
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	<description>Approfondimenti su Recensioni e News pubblicate su XtremeHardware.it</description>
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		<title>Facciamo un po&#8217; di luce sui Reflective Displays</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ormai in piena primavera, ed entrare in ufficio con queste belle giornate di sole è davvero triste. Ognuno nella sua vita ha fatto le sue scelte, ma non sempre ci si rende conto di dover passare le giornate davanti ad un monitor. Non che non mi piaccia, beninteso: il problema non è alla radice. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/512/facciamo-un-po-di-luce-sui-reflective-displays/" title="Link to Facciamo un po' di luce sui Reflective Displays"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/YPcoFC.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Siamo ormai in piena primavera, ed entrare in ufficio con queste belle giornate di sole è davvero triste. Ognuno nella sua vita ha fatto le sue scelte, ma non sempre ci si rende conto di dover passare le giornate davanti ad un monitor. Non che non mi piaccia, beninteso: il problema non è alla radice. Forse è solo uno sfizio, un capriccio primaverile. Ma essendo costretto in questi giorni a lavorare al pc, magari dovendo solo scrivere un documento, mi piacerebbe poterlo fare all&#8217;aria aperta. Perché non lo faccio? Perché non prendo il mio netbook e non vado a scrivere all&#8217;aria aperta? Perché ci ho già provato tempo fa, e so che non potrei stare più di cinque minuti a cercare di vedere qualcosa da un monitor LCD. La tecnologia attuale ci offre ormai grandi opportunità per lavorare all&#8217;aria aperta:</p>
<ul>
<li>Internet a portata di mano con wi-fi, UMTS o, in un futuro non troppo lontano, Wi-Max</li>
<li>Netbook o notebook CULV, ultra leggeri e con durata della batteria davvero elevata.</li>
<li>&#8230;</li>
</ul>
<p>Con tutto lo sforzo possibile non riesco ad immaginare altre necessità. Un netbook, o a limite un notebook CULV è in grado di poter gestire il 95% della mia attività al computer. Salvo la nota dolente, il monitor che mi impedisce di lavorare all&#8217;aria aperta.</p>
<p>Nonostante lo sviluppo delle tecnologie relative all’LCD, quali la recente retroilluminazione LED che permette di ridurre i consumi e di aumentare il contrasto, la limitazione dell’LCD per un utilizzo in condizioni di forte luce è intrinseca. Il problema è dovuto proprio al principio di funzionamento dei display retroilluminati che visualizzano le immagini filtrando selettivamente la luce proveniente da dietro al pannello. Quando ci troviamo all&#8217;esterno di un edificio, la luce proveniente dal sole è molto più forte di quella emessa dal pannello, la quale risulterà quasi impercettibile in confronto a quella riflessa dagli oggetti circostanti. E probabilmente lo schermo stesso andrà a riflettere molta più luce di quanta ne trasmette, ma quella riflessa sarà inevitabilmente di colore bianco. Sfruttando la riflessione della luce dell’ambiente invece di quella posteriore al pannello è possibile ottenere la stessa luminosità degli oggetti circostanti. Ovviamente l’obiettivo è quello di riflettere la luce solo in determinate zone e di un certo colore in modo da poter ricreare le immagini come accade sui display tradizionali. Nei display LCD questa cosa è realizzata con dei filtri dei tre colori fondamentali, Red Green e Blue (RGB), in cui ciascuno varia il suo effetto in base al colore necessario. Ciò che si cerca di fare con i display riflettevi è più o meno la stessa cosa ma con la differenza che la luce invece di filtrare da dietro in questo caso deve essere riflessa.</p>
<p>Ci sono diverse tecnologie sviluppate per i display riflettevi. Una delle più promettenti sempra essere la tecnologia Electrowetting di Liquavista, un’azienda nata da uno spin-off di un laboratorio di ricerca della nota multinazionale Philips. La tecnologia elettrowetting si basa sul principio della tensione superficiale. La tensione superficiale è quel fenomeno che tende a tenere coese le molecole di un liquido in che si trova su una superficie di un altro materiale. Un esempio è una goccia d’acqua sulla superficie di un materiale idrofobo (tipo quelle tovaglie antimacchia che spesso si trovano nei ristoranti). Una interessante proprietà su cui si basano questi display è data dal fatto che applicando una differenza di potenziale elettrico alla goccia e al materiale sottostante, la tensione superficiale tende a diminuire. In tal senso immaginando di utilizzare di applicare un elettrodo di una pila di 9V alla goccia e l’altro elettrodo al di sotto del materiale idrofobo isolante, dovremmo poter vedere la goccia d’acqua distendersi sulla superficie del materiale (da cui elettrowetting, letteralmente bagnare con l’elettricità).</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-539" title="liquavista2" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista2.png" alt="" width="683" height="367" /></a></p>
<p>Il principio ovviamente non è sfruttato direttamente con l’acqua ma viene utilizzato un olio speciale colorato adagiato su un materiale idrofobo a cui è attaccato a causa della tensione superficiale. L’olio è confinato all’interno di ciascun pixel trattenuto da una specie di muretto. Al di sopra dell’olio c’è acqua racchiusa da un vetro o da un materiale plastico. Applicando una differenza di potenziale tra l’acqua e un elettrodo disposto al di sotto del pixel, l’acqua tende a bagnare lo strato idrofobo facendo spostare la goccia di colore lateralmente e lasciando quindi a nudo la superficie sottostante del pixel. In questo modo il colore visibile è a seconda della tensione il colore dell’olio o quello del substrato sottostante o un misto tra i due.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="liquavista" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista.png" alt="" width="743" height="739" /></a></p>
<p>Con questo principio di funzionamento è possibile costruire due tipi di display. Uno è di tipo classico a singolo layer e in cui ogni cella è segmentata in 3 subpixel sormontati da un filtro RGB. Il colore dell’olio in questo caso è nero in modo che in condizioni normali la luce viene assorbita e il monitor è spento, mentre quando un colore deve essere visualizzato l’olio viene ritratto dal subpixel e la luce riflessa dal substrato sottostante e filtrata dal filtro in cima al subpixel. Questo tipo di architettura è molto vantaggiosa in termini economici perché permette di riutilizzare molti dei componenti dei classici LCD. Il costo di transizione a questi nuovi tipi di pannelli sarebbe dunque molto basso. Inoltre questo tipo di monitor è molto sottile e permette anche di ottenere monitor flessibili. L’unica accortezza è sullo spessore dell’acqua che deve essere abbastanza alto da non permettere il contatto dell’olio con la superficie superiore quando questo è completamente ritratto.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-541" title="liquavista3" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista3.png" alt="" width="641" height="146" /></a></p>
<p>Il secondo tipo di monitor prevede l’utilizzo di tre layer CMY (ciano magenta e giallo gli stessi tre  colori fondamentali utilizzati dalle stampanti a getto di inchiostro). Due di questi layer sono affacciati e condividono lo stesso strato di acqua. Con questa configurazione è possibile raggiungere una migliore luminosità e una gamma di colori superiore a quella dei display a singolo layer.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista4.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-542" title="liquavista4" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/05/liquavista4.png" alt="" width="433" height="270" /></a></p>
<p>I vantaggi di questa tecnologia sono davvero molti. Ridisegnano totalmente il modo di concepire i monitor fornendo una esperienza unica per l’utente. I colori in condizione di forte  illuminazione sono più vivi, paragonabili a quelli della carta stampata, la visione è ottimale da qualsiasi angolazione. Un’altra importante caratteristica di questi monitor è il consumo molto ridotto cosa che si sposa perfettamente con la necessità di una maggiore autonomia dei dispositivi mobile.</p>
<p>I consumi ridotti sono ottenuti grazie alla notevole capacità isolante del materiale idrofobo che impedisce le perdite di corrente durante il processo di elettrowetting. Altra caratteristica molto interessante è la velocità di transizione davvero buona, che permette tranquillamente di visualizzare un video senza mostrare scie o rallentamenti (cosa che affligge molte altre tecnologie riflettive)</p>
<p>Se le proprietà sono così buone, i costi di produzione così ridotti, perché non troviamo ancora questi monitor in commercio? Beh qualcosa da migliorare ancora c’è evidentemente. In particolare le tensioni operative sono un po’ alte, e l’elettrowetting richiede circa 20 Volt per schiacciare completamente la goccia di olio colorato. Tensioni un po’ alte che al momento non sono compatibili con i circuiti di alimentazione degli attuali monitor LCD.</p>
<p>Siamo sicuri però che un breve periodo di ricerca sarà sufficiente per trovare dei materiali dalla proprietà migliori ottenendo così un prodotto in grado di trovare largo utilizzo nel settore dei dispositivi mobile.</p>
<p>Per concludere vi proponiamo due video che mostrano due prototipi di eReader equipaggiati con la tecnologia Liquavista Color:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eIjVMvJhhMY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/eIjVMvJhhMY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nyUFfSkIUzk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nyUFfSkIUzk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Risultati sondaggio: &#8220;Quale pensi che sarà il prezzo della GTX 480?&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 22:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hardware]]></category>
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		<description><![CDATA[I risultati del sondaggio hanno dimostrato che Nvidia ha sostanzialmente rispettato le aspettative degli utenti per quanto riguarda la fascia di prezzo su cui tale scheda video si sarebbe piazzata.

Il prezzo indicativo, tutto  sommato rispettato, di circa 500€ è stato quello attorno a cui la maggior parte degli utenti si è orientata nel sondaggio.  Qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/hardware/531/risultati-sondaggio-quale-pensi-che-sara-il-prezzo-della-gtx-480/" title="Link to Risultati sondaggio: "Quale pensi che sarà il prezzo della GTX 480?""><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/8E0LfY.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p style="text-align: justify;">I risultati del sondaggio hanno dimostrato che Nvidia ha sostanzialmente rispettato le aspettative degli utenti per quanto riguarda la fascia di prezzo su cui tale scheda video si sarebbe piazzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/sodaggiogtx480.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-532" title="sodaggiogtx480" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/sodaggiogtx480.png" alt="" width="307" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo indicativo, tutto  sommato rispettato, di circa 500€ è stato quello attorno a cui la maggior parte degli utenti si è orientata nel sondaggio.  Qualche utente, più ottimista, ha ipotizzato un prezzo più vicino ai 400€.  Purtroppo viste anche le attuali disponibilità di tali schede c’è da supporre sia che l’attuale costo di produzione possa addirittura essere superiore, sia che le rese produttive siano ancora molto basse. Infatti sebbene le prestazioni siano tutto sommato soddisfacenti e quasi allineate con quelle della controparte ATI almeno a parità di prezzo, ciò che lascia perplessi è il modo in cui Nvidia riesce ad ottenere tali prestazioni. Parlando quindi di consumi, calore prodotto, rumorosità e non ultimo overcloccabilità, le GTX 480 e 470 risultano pesantemente in difficoltà rispetto ad ATI e soprattutto rispetto al consumatore stesso, che acquistando una di queste schede (se ci riesce) si trova in difficoltà a dover sopportare una ventola così rumorosa o a riuscire ad alimentare una scheda video così esosa in termini di consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’architettura Fermi non è stata un Flop ma di certo non è stata neanche un successo, e non è riuscita ne a risollevare la situazione di Nvidia né a smuovere un po’ le acque in un mercato un po’ stagnante. I prezzi di ATI infatti sono rimasti pressoché invariati da alcuni mesi nonostante nel frattempo siano entrate in commercio le nuove schede video Nvidia. E vista la scarsità di schede video Fermi si trovano ancora in commercio schede video GTX 285 quotate a quasi 300€ e GTX 275 a 230€. La speranza è che Nvidia (o meglio TSMC) riesca a ottimizzare il processo di produzione di Fermi, migliorando le rese produttive e diminuendo i consumi. Il tutto magari con un rapido passaggio al processo produttivo a 28nm, cosa per altro difficile visto l’elevato costo di un tale cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo sondaggio riguarderà l’esemplare di iPhone “smarrito” in un bar da un dipendente della Apple.</p>
<p style="text-align: justify;">Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.</p>
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		<title>Torna HardwareChannel</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[preview]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci scusiamo per la prolungata assenza, causata da un sovraccarico di impegni del sottoscritto (o meglio soprascritto) . Purtroppo non è facile proporre argomenti con continuità, soprattutto quando il tempo libero a disposizione è davvero poco.
Ciononostante cercheremo di riprendere gli aggiornamenti di HardwareChannel almeno settimanalmente. E invitiamo tutti coloro che sono interessati a scrivere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/senza-categoria/521/torna-hardwarechannel/" title="Link to Torna HardwareChannel"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/DMM8Ll.png" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Ci scusiamo per la prolungata assenza, causata da un sovraccarico di impegni del sottoscritto (o meglio soprascritto) . Purtroppo non è facile proporre argomenti con continuità, soprattutto quando il tempo libero a disposizione è davvero poco.</p>
<p>Ciononostante cercheremo di riprendere gli aggiornamenti di HardwareChannel almeno settimanalmente. E invitiamo tutti coloro che sono interessati a scrivere in questo spazio a contattare lo staff di XtremeHardware per contribuire attivamente con le proprie idee.</p>
<p>I requisiti sono ovviamente minimi, è sufficiente una conoscenza di qualche argomento del settore, che, come avete avuto modo di vedere, spazia in lungo e in largo nel mondo della tecnologia, abbracciando di sicuro almeno un argomento di vostro interesse.</p>
<p>Non esitate dunque a contattarci. Per tutti gli altri, continuate a seguirci su questo canale, gli aggiornamenti riprenderanno in modo (mi auguro) costante.</p>
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		<title>Heisenberg vs benchmarks</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[review]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse non tutti conoscono il principio di indeterminazione di Heisenberg. E’ un concetto sviluppato nel 1927 da un fisico tedesco. Questo principio ci dice che è impossibile conoscere contemporaneamente la velocità e la posizione dell’elettrone con certezza. Questo principio è valido un po’ in generale e si scontra con i problemi della teoria della misurazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/software/514/heisenberg-vs-benchmarks/" title="Link to Heisenberg vs benchmarks"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/cE6xrm.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Forse non tutti conoscono il principio di indeterminazione di Heisenberg. E’ un concetto sviluppato nel 1927 da un fisico tedesco. Questo principio ci dice che è impossibile conoscere contemporaneamente la velocità e la posizione dell’elettrone con certezza. Questo principio è valido un po’ in generale e si scontra con i problemi della teoria della misurazione. Misurare la lunghezza di un tavolo è un’operazione abbastanza semplice, eppure il principio di indeterminazione ci dice che non possiamo farlo con estrema precisione. Questo può essere dovuto ad un errore di misura ma anche alla possibile alterazione del sistema stesso all’atto della misurazione. Forse con il tavolo questa seconda possibilità è un po’ difficile da dimostrare, ma si può sempre ipotizzare che la nostra interazione potrebbe riscaldare l’oggetto da misurare andando ad aumentarne impercettibilmente la lunghezza a causa della dilatazione termica e dell’agitazione delle molecole. Ma misurare il tavolo con estrema precisione non è certo il motivo per cui ci alziamo la mattina, quindi torniamo a parlare di qualcosa che sia più vicino al nostro mondo. Nel mondo dell’informatica la necessità di effettuare misurazioni è spesso molto sentita. E non si tratta ovviamente di misurare la lunghezza di una scheda video o il peso di una cpu, ma le loro performance o, peggio, le performance dell’intero sistema.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Solitamente l’attività di misurazione delle prestazioni del computer, o di una parte di esso, è svolta con l’ausilio di programmi detti benchmark. Questi programmi eseguono istruzioni specifiche che dovrebbero simulare l’esecuzione di un programma reale, o di un intero set di essi, e cercano di valutare la velocità con cui tali istruzioni vengono eseguite. Spesso l’unità di misura utilizzata dai benchmark è proprio il tempo e, in questo caso, a tempi minori corrispondono prestazioni maggiori. Ma quando il benchmark cerca di fare un consuntivo delle prestazioni del sistema, il tempo non è sufficiente per dare un’idea delle performance del sistema e quindi si ricorre ad un punteggio. Quanto sono affidabili questi punteggi? Quanto le effettive performance possono essere valutate con questo tipo di misurazioni? Heisenberg stesso ci viene incontro dicendoci che queste misurazioni saranno affette da un errore piuttosto rilevante, dovuto al fatto che il benchmark sta tentando di misurare diversi aspetti del sistema contemporaneamente e, quanto più tenterà di valutare diversi aspetti e di essere immune a eventi esterni a quelli che si vuole misurare direttamente, tanto più andrà ad influenzare la misura stessa fornendo una valutazione ben poco oggettiva di ciò che si sta misurando.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il concetto è spesso di difficile comprensione ma mi è balzato all’occhio pochi giorni fa in modo lampante e  ve lo riproporrò in modo che possa illuminare anche voi. L’esempio è molto semplice e riguarda il task manager di una distribuzione linux installata su un Asus EeePc. Come è noto le risorse computazionali di questo computer sono molto esigue e, lanciando il task manager per vedere in che misura la cpu fosse impegnata, ho notato che il monitoraggio delle risorse impegnava lui stesso il 27% delle risorse della cpu.</div>
<div><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/Screenshot-e1272489455955.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-520" title="easypeasy-monitor" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/Screenshot-e1272489455955.png" alt="" width="903" height="235" /></a></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’esempio è banale ma esplicita la difficoltà di effettuare questo tipo di misurazioni, specialmente quando lo strumento di misurazione e l’oggetto da misurare coincidono. Alla luce di queste considerazioni risulterà chiaro che le misurazioni effettuate attraverso i benchmark sono tanto meno affidabili quanto più tentano di abbracciare un maggior numero di variabili e di dare un punteggio assoluto. Ovviamente in linea di massima rimangono utili per farci un’idea generale, ma è sempre opportuno, nel caso si vogliano fare dei confronti significativi, effettuare delle misurazioni specifiche direttamente sulla sezione di interesse. Un altro problema che affligge i benchmark è la ripetibilità delle misurazioni. Una caratteristica dei benchmark dovrebbe essere infatti l’indipendenza dei risultati dal contesto software e hardware. Se un benchmark si propone di misurare le prestazioni della cpu, i risultati non dovrebbero dipendere dal sistema operativo, dagli altri software in esecuzione o dal resto dell’hardware installato. Eppure tutto ciò è praticamente impossibile. Il risultato di un benchmark può essere alterato da mille altre cause non direttamente legate all’oggetto della misurazione. Tanto che chi considera i benchmark soltanto come un campo di battaglia sa bene quanti e quali sono i fattori che possono influire sul risultato. Conclusione? Meglio considerare i benchmark come un gioco che come uno strumento professionale di misurazione. Se non altro l’aleatorietà dei risultati può essere considerata come una variabile che aumenta il divertimento e valorizza le abilità dei giocatori!</div>
<div><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/hwbot.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-519" title="hwbot" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/04/hwbot.png" alt="" width="620" height="142" /></a></div>
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		<title>Storia dei dissipatori: evoluzione della meccanica e del design. Parte 2 (2004-2006)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Modding]]></category>
		<category><![CDATA[review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hwchannel.it/?p=472</guid>
		<description><![CDATA[Nel precedente articolo abbiamo presentato i primi dissipatori destinati al mercato retail, facendo un piccolo riassunto dell&#8217;affascinante evoluzione che ha subito questo mercato negli anni 2000-2003. Oggi cercheremo di continuare questa storia fino ad arrivare quasi ai nostri giorni, concentrandoci sulle pietre miliari dell&#8217;evoluzione e tralasciando, per ovvi motivi, alcuni dei dissipatori prodotti da questo vorticoso settore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/472/storia-dei-dissipatori-evoluzione-della-meccanica-e-del-design-parte-2-2004-2006/" title="Link to Storia dei dissipatori: evoluzione della meccanica e del design. Parte 2 (2004-2006)"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/n21IEy.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Nel precedente <a href="http://www.hwchannel.it/featured/168/storia-dei-dissipatori-evoluzione-della-meccanica-e-del-design-parte-1-2000-2003/">articolo </a>abbiamo presentato i primi dissipatori destinati al mercato retail, facendo un piccolo riassunto dell&#8217;affascinante evoluzione che ha subito questo mercato negli anni 2000-2003. Oggi cercheremo di continuare questa storia fino ad arrivare quasi ai nostri giorni, concentrandoci sulle pietre miliari dell&#8217;evoluzione e tralasciando, per ovvi motivi, alcuni dei dissipatori prodotti da questo vorticoso settore in continua espansione.</p>
<p>Siamo dunque nel 2004, Amd ha da poco introdotto i Socket 939 e 940 e la fortunata serie di processori Opteron, gioia degli overclocker più incalliti. Anche Intel si prepara al passaggio al Socket 775, aumentando le frequenze di lavoro della sua architettura NetBurst e, inevitabilmente, anche il calore prodotto dalle sue cpu. I dissipatori crescono quindi in dimensione e, spinto dal cambio di socket, il mercato si anima di nuova vita. Il primo dissipatore a crescere in dimensioni e peso è stato probabilmente lo Zalman CNPS-7000-Cu. Interamente in rame, il suo peso al momento dell&#8217;uscita è da record: ben 773 grammi. La ventola è da 92mm, regolabile tra 1300 e 2400rpm grazie al potenziometro in dotazione. Una versione composita Al-Cu, era destinata ad una fascia più bassa di prezzo e prestazioni, pur mantenendo una struttura simile.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-474" title="z70001" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70001.jpg" alt="" width="450" height="380" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70001.jpg"></a><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70002.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-475" title="z70002" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70002.jpg" alt="" width="500" height="380" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70008.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-476" title="z70008" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/z70008.jpg" alt="" width="400" height="297" /></a></p>
<p>In tutta risposta, Thermalright presenta il famoso XP-120, dissipatore in rame e alluminio nickelato, molto più leggero dello Zalman CNPS7000, ma anche più performante, grazie alle sue 5 generose heatpipes. Può ospitare inoltre una ventola da 120mm di diametro, e questo è sicuramente un altro fattore che ne ha decretato il successo.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/Top_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-477" title="Top_01" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/Top_01.jpg" alt="" width="450" height="251" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/Bottom_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-478" title="Bottom_01" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/Bottom_01.jpg" alt="" width="450" height="325" /></a></p>
<p>Il disegno riprende un po&#8217; quello del precedente e più massiccio SP-94, interamente in rame:</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/94+97.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-479" title="94+97" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/94+97.jpg" alt="" width="450" height="277" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/tr-sp94.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-480" title="tr-sp94" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/tr-sp94.jpg" alt="" width="400" height="214" /></a></p>
<p>Una versione in miniatura dell&#8217;XP 120, ma del tutto rispettabile, è l&#8217;<a href="http://www.xtremehardware.it/recensioni/dissipatori/recensione-thermalright-xp-90-2006080919/">XP90</a>:</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/cooler.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-481" title="cooler" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/cooler.jpg" alt="" width="450" height="347" /></a></p>
<p>Zalman non resta a guardare e lancia uno dei primi dissipatori a torre: lo Zalman CNPS9500-<strong>LED</strong>. La rivoluzione è alle porte. Sebbene rimangano il rame e il disegno radiale delle alette, il corpo del dissipatore si stacca per la prima volta dalla cpu posizionando la ventola in verticale. Tutto ciò è permesso dalle heatpipes che vanno a convogliare il calore dalla base verso le alette, in modo più efficiente della conduzione statica offerta dal metallo. Il vantaggio è notevole. Il dissipatore può crescere in dimensioni e, soprattutto, il flusso d&#8217;aria delle ventole del case va ad &#8220;omogeneizzarsi&#8221; con quello del dissipatore, evitando che l&#8217;aria calda ristagni nel case. Un&#8217;altra piccola rivoluzione è l&#8217;introduzione dei LED, novità abbastanza importante da aggiudicarsi un posticino nel nome stesso del dissipatore. L&#8217;estetica diventa sempre più importante a livello di marketing e la nascita di case finestrati impone agli appassionati di modding l&#8217;acquisto di un dissipatore dal forte impatto estetico.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/63042fe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-482" title="63042fe" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/63042fe.jpg" alt="" width="800" height="737" /></a></p>
<p>Anche Thermalright propone una soluzione a torre: l&#8217;<a href="http://www.xtremehardware.it/recensioni/dissipatori/recensione-thermalright-hr-01-20060904113/">HR-01</a>. Quattro Heatpipes e ancora alluminio e rame nickelato. Sicuramente non è passato alla storia come il successivo Ultra 120. Probabilmente il Dissipatore a torre con la D maiuscola.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/hr-01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-483" title="hr-01" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/hr-01.jpg" alt="" width="600" height="717" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/hr-01-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-484" title="hr-01-2" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/hr-01-2.jpg" alt="" width="600" height="1145" /></a><em>( Chi conosce quella scritta? )</em></p>
<p>Zalman e Thermalright non sono ovviamente gli unici produttori presenti sulla scena. Citiamo in questo periodo l&#8217;ottimo ThermalTake Big Typhoon, uno dei migliori dissipatori con ventola orizzontale. Ben 6 hetpipese un generoso radiatore in alluminio.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/big-typhoon.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-485" title="big typhoon" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/big-typhoon.jpg" alt="" width="760" height="680" /></a></p>
<p>Ottimo anche lo Scythe Ninja, massiccio dissipatore con 6 heatpipes disposte in modo incrociato.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/ninja.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-486" title="ninja" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/ninja.jpg" alt="" width="454" height="510" /></a></p>
<p>Sempre in questo periodo nasce Noctua, costola europea della Coreana Coolink. Il suo centro di progettazione austriaco produrrà i più silenziosi ed efficienti dissipatori a torre. Il debutto avviene con l&#8217;NH-U9 e l&#8217;NH-U12.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/nh-u9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-487" title="nh-u9" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/nh-u9.jpg" alt="" width="450" height="451" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/compared.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-488" title="compared" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/compared.jpg" alt="" width="450" height="437" /></a></p>
<p>Infine non possiamo non citare Arctic Cooling, azienda che ha sempre prodotto dissipatori per la fascia bassa del mercato ma con un ottimo rapporto qualità prezzo. Risale a questo periodo il Freezer 64 successivamente aggiornato con la versione &#8220;Pro&#8221;. Non è di certo all&#8217;altezza dei più blasonati dissipatori eppure anche in questo caso siamo di fronte a una piccola pietra miliare. Ebbene sì: è il primo dissipatore <a href="http://www.xtremehardware.it/recensioni/dissipatori/recensione-arctic-cooling-freezer-64-%10-pro-2006080140/">recensito </a>da XtremeHardware, al tempo Amdclockers (pausa per lacrimuccia per chi ci segue da più tempo <img src='http://www.hwchannel.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   ).</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-489" title="4" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/4.jpg" alt="" width="400" height="355" /></a></p>
<p>Siamo quasi in conclusione: ci avviciniamo al 2007 e ormai è storia di oggi. Prima di concludere ancora qualche innovazione da parte di Tuniq: il Tower-120, precursore dei <a href="http://www.hwchannel.it/featured/150/dissipatore-a-sandwich-non-solo-moda/">dissipatori a sandwich</a>.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/tuniqtower120.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-490" title="tuniqtower120" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/tuniqtower120.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a></p>
<p>Timida apparizione da parte di Asus in un mondo che non è il suo. Propone il Silent Square, che non si rivela nulla di eccezionale.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/pic-411.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-491" title="pic-411" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/pic-411.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Per oggi basta così, riprenderemo la narrazione dal 2007 parlando di una sorta di &#8220;meteora&#8221; nel mondo dei dissipatori: Zerotherm.</p>
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		<title>Starcraft 2: le ali della libertà</title>
		<link>http://www.hwchannel.it/featured/498/starcraft-2-le-ali-della-liberta/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 13:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<category><![CDATA[VideoGames]]></category>
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		<description><![CDATA[Novembre 1997: tredici anni fa un discreto gruppo di persone attendeva l&#8217;uscita di un gioco che sarebbe entrato nella storia. Il gruppo si chiamava &#8220;Operation: Can&#8217;t Wait Any Longer&#8221; e l&#8217;attesa di circa 3 anni per l&#8217;uscita del promettente Starcraft iniziava ad essere snervante. Il 31 marzo 1998 finisce quest&#8217;agonia, ma in compenso Starcraft era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/498/starcraft-2-le-ali-della-liberta/" title="Link to Starcraft 2: le ali della libertà"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/xtPKAU.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Novembre 1997: tredici anni fa un discreto gruppo di persone attendeva l&#8217;uscita di un gioco che sarebbe entrato nella storia. Il gruppo si chiamava &#8220;Operation: Can&#8217;t Wait Any Longer&#8221; e l&#8217;attesa di circa 3 anni per l&#8217;uscita del promettente Starcraft iniziava ad essere snervante. Il 31 marzo 1998 finisce quest&#8217;agonia, ma in compenso Starcraft era praticamente perfetto. Tanto da diventare uno dei giochi più venduti al mondo (11 milioni di copie) e sport nazionale in Corea del Sud. Difficile trovare un Real Time Strategy migliore. Difficile trovare un gioco che a distanza di dieci anni continua ancora ad appassionare nella sua versione graficamente ormai super-obsoleta.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/starcraft2.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-501" title="starcraft2" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/starcraft2-1024x351.png" alt="" width="1024" height="351" /></a></p>
<p>L&#8217;attesa di Starcraft 2 è ancora più snervante, ma il lancio è alle porte. La Closed Beta è iniziata, numerosi e avvincenti gameplay e battle report sono già disponibili su Youtube. Starcraft è tornato, e &#8220;The Wings of Liberty&#8221; (le ali della libertà), stilizzate dal numero romano &#8220;II&#8221;, incateneranno al pc molti appassionati, che per lunghi anni hanno pregustato questo momento. E&#8217; chiaro che l&#8217;attesa è un&#8217;ottima politica di marketing, ciò che desideri da tanto tempo, che vedi di giorno in giorno avvicinarsi e allo stesso tempo allontanarti sempre di più, diventa un desiderio quasi morboso. Quando sarà sugli scaffali non potrai non comprarlo, non potrai scaricarlo. Se davvero credi nel lavoro svolto da Blizzard (che difficilmente ha deluso le aspettative dei suoi fan) è giusto ripagarla per l&#8217;impegno profuso. E poi non potrai non confrontarti in Battle.net con gli altri giocatori. Perché solo pochi giochi riescono a darti l&#8217;adrenalina di un multiplayer di Starcraft, una sfida studiata e preparata, che inizia dal primo secondo di gioco. Il più piccolo errore potrebbe essere fatale. Alla domanda &#8220;Sai giocare a Starcraft?&#8221; è difficile poter rispondere con un secco &#8220;Sì&#8221;. Saper giocare a Starcraft non significa saper costruire due o tre costruzioni base e mandare qualche unità al macello. E in effetti è un gioco in cui non finirai mai di imparare, in cui persino il più bravo giocatore deve rivedere le sue strategie di fronte ad una particolare combinazione di unità che non riesce a battere. Il fulcro del gioco è proprio quello. Non esiste una particolare combinazione di mosse che ti fa vincere. Magari ti può far vincere contro l&#8217;intelligenza artificiale, ma di certo non ti permette di vincere contro qualsiasi avversario umano. La parola chiave è proprio <strong>&#8220;equilibrio&#8221;. </strong>Non c&#8217;è una razza più forte, non ci sono unità nettamente più forti. Le unità che sembrano più inutili e meno convenienti potrebbero rivoluzionare una partita se utilizzate appropriatamente. Questo concetto è ben noto alla Blizzard e i lunghi tempi di sviluppo non sono di certo legati a problemi di programmazione. E&#8217; la ricerca di questo equilibrio che rende unico e inimitabile il gioco di strategia. E&#8217; un lavoro di labor limae che porta alla rimozione degli scompensi, dei bug e degli squilibri dei costi delle unità. Tutto è calcolato nel minimo dettaglio per fornire un&#8217;esperienza di gioco perfetta. E con tre razze in gioco, unità di terra e di aria, nonché l&#8217;aleatoria variabile dell&#8217;invisibilità non è facile creare i giusti equilibri.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/ss5-hires.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-504" title="ss5-hires" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/ss5-hires-e1267968736654.jpg" alt="" width="900" height="675" /></a></p>
<p>Starcraft 2 non sarà una rivoluzione. L&#8217;intento è quello di bissare il successo del primo episodio e della sua espansione Broodwar, mantenendo quel delicato equilibrio tra le razze. Rinnovata la grafica, ma immutata la modalità di gioco. La visione di gioco è sempre in &#8220;2D&#8221; con possibilità di ruotare e zoomare come in Warcraft 3. Ovviamente ci saranno nuove unità e nuove strategie da applicare, come pure effetti speciali migliorati. E altrettanto ovviamente continueranno le campagne, proseguendo la storia lasciata appesa ad un filo delle tre razze Terran, Zerg e Potross, sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione a causa delle laceranti lotte. La storia si promette ancora una volta molto avvincente, questa volta con la possibilità di cambiarla a seconda delle nostre scelte di gioco. Grande attenzione dunque anche alla modalità single player, per regalare una esperienza di gioco del tutto completa.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/ss126-hires.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-503" title="ss126-hires" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/ss126-hires-e1267968573502.jpg" alt="" width="900" height="509" /></a></p>
<p>Nel <a href="http://www.starcraft2.com/">sito ufficiale di Starcraft 2</a> sono stati aggiunti molti contenuti che vi permetteranno di immergervi nella suggestionante atmosfera di Starcraft. Per molti sarà un tuffo nel passato: suoni e unità ricorderanno avventure vissute ormai diversi anni fa. Ormai manca poco, il lancio è imminente. E intanto Blizzard prepara il sequel di  un altro best-seller: Diablo III.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/wall9-1024x768.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-505" title="wall9-1024x768" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/wall9-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>Vi lascio con questo battle report di Zerg vs Protoss, giusto per gustare le nuove meccaniche di gioco e la nuova grafica:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-nSE0ElFqqQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/-nSE0ElFqqQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Voi saprete resistere? Io temo di no, ma per fortuna i ritardi della Blzzard mi hanno permesso di potermi laureare prima dell&#8217;uscita del gioco <img src='http://www.hwchannel.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Intel Moorestown, l&#8217;Atom diventa ancora più Mobile</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevamo già accennato all&#8217;interesse da parte di Intel per le piattaforme UltraMobile come gli Smartphone e i Tablet Pc, parlando di MeeGo, il sistema operativo sviluppato in collaborazione con Nokia. Nello stesso articolo avevamo annunciato il lancio di Moorestown e Medfield, due piattaforme basate su Atom, ma caratterizzate da una notevole riduzione dei consumi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/449/intel-moorestown-latom-diventa-ancora-piu-mobile/" title="Link to Intel Moorestown, l'Atom diventa ancora più Mobile"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/rXDLh1.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Avevamo già accennato all&#8217;interesse da parte di Intel per le piattaforme UltraMobile come gli Smartphone e i Tablet Pc, parlando di <a href="http://www.hwchannel.it/mobile/426/intel-e-nokia-lanciano-meego-sistema-operativo-per-cellulari-e-mid/">MeeGo, </a>il sistema operativo sviluppato in collaborazione con Nokia. Nello stesso articolo avevamo annunciato il lancio di Moorestown e Medfield, due piattaforme basate su Atom, ma caratterizzate da una notevole riduzione dei consumi e da un maggiore livello di integrazione a livello di System on Chip (SoC). In questo articolo cercheremo di entrare nel dettaglio dei due nuovi chip per capire se Intel sarà in grado di conquistare anche questo mercato.</p>
<p>Se le potenzialità di Atom si sono dimostrate piuttosto limitate per i netbook, il connubio Atom-cellulare potrebbe rivelare un successo inaspettato. Ovviamente l&#8217;attuale piattaforma Atom non garantisce un consumo abbastanza basso. neanche con l&#8217;ultimo aggiornamento Pine-Trail, che ha portato il processore grafico GMA all&#8217;interno della Cpu. Inoltre, come spiegato in questo  precedente<a href="http://www.hwchannel.it/featured/274/intel-memory-controller-integrato-ma-non-troppo/"> articolo</a>, la nuova architettura PineTrail non ha portato evidenti miglioramenti dal punto di vista delle prestazioni, nonostante il memory controller sia ora &#8220;integrato&#8221; nella cpu. La mancanza più grave di Atom è l&#8217;accelerazione hardware di contenuti multimediali, quali video in alta definizione compressi con codec H264 (il più utilizzato da youtube) e contenuti Flash. La <a href="http://siliconhive.com/Flex/News/Display.aspx?PageID=13276&amp;ID=5178">notizia </a>della collaborazione tra Intel e Silicon Hive, un&#8217;azienda olandese esperta in sviluppo di SoC per processamento di immagini e video, fa ben sperare sull&#8217;adozione di un acceleratore H264 nelle prossime piattaforme Moorestown e Medfield. Da questo punto di vista la concorrenza è molto spietata, con le piattaforme Nvidia Tegra e le nuove  Cpu Arm Cortex A9 in grado di fornire prestazioni superiori all&#8217;ormai invecchiata architettura Atom Menlow.</p>
<p>Vediamo innanzitutto gli obiettivi della roadmap intel. Il lancio di Moorestown è previsto proprio per il 2010 e a breve vedremo i primi esemplari di Mobile Internet Device e Smartphone di fascia alta equipaggiati con questo chip. L&#8217;arrivo di Medfield è invece previsto per il 2011, accompagnato dal passaggio al processo produttivo a 32nm che contribuirà ad un notevole abbassamento dei consumi e ad una riduzione delle dimensioni del chip e della scheda. Questo permetterà l&#8217;installazione anche negli smartphone più piccoli e non solo negli internet table con display piuttosto ampio.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_medfield_moorestown_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-458" title="intel_medfield_moorestown_01" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_medfield_moorestown_01.jpg" alt="" width="600" height="337" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_medfield_moorestown_05.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="intel_medfield_moorestown_05" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_medfield_moorestown_05.jpg" alt="" width="600" height="338" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_medfield_moorestown_04.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-460" title="intel_medfield_moorestown_04" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_medfield_moorestown_04.jpg" alt="" width="600" height="337" /></a></p>
<p>Il chip principale di Moorestown sarà  Lincroft, che integrerà il Core  Bonnell utilizzata negli Atom della serie Z (Silverthorne). Affianco al core Bonnell troveremo il processore grafico, il memory controller, una zona dedicata alla decodifica di flussi video e il controller del display LCD. Ad un secondo chip (Langwell) verrà affidata solo la gestione delle periferiche di Input/Output, in modo del tutto simile a ciò che avviene nell&#8217;architettura Pinetrail. Effettivamente Moorestown assomiglia in tutto e per tutto a PineTrail, ma dovrebbe garantire consumi in idle molto inferiori: appena 20 mW stando a quanto dichiarato da Intel. Per la piattaforma Moorestown Intel propone anche Evans Peak, un terzo chip che dovrebbe occuparsi della connettività Wireless (Wi-fi, Blutooth, Wi-Max, 3G). Medfield dovrebbe integrare tutte le funzionalità di Moorestown all&#8217;interno di un unico chip, consentendo una notevole riduzione della dimensione della scheda.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_day3_slide_04.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-461" title="intel_day3_slide_04" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/intel_day3_slide_04.jpg" alt="" width="600" height="394" /></a></p>
<p>Nonostante le notevoli potenzialità, non è chiaro se queste due soluzioni riusciranno ad avere davvero successo. I partner interessati a Moorestown non sembrano molti, nonostante che la presentazione del progetto risalga al 2008. Per ora l&#8217;unico dispositivo funzionante basato su questa piattaforma è l&#8217;LG GW990, equipaggiato per il momento con il sistema operativo Moblin, in attesa del rilascio di MeeGo.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/lgz31dsc_00385.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-462" title="lgz31dsc_00385" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/lgz31dsc_00385-e1267890331316.jpg" alt="" width="700" height="464" /></a></p>
<p>Ecco un video che ne mostra il suo funzionamento:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lyfTHHFJVtA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/lyfTHHFJVtA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Interessanti le capacità di multitasking e riproduzione video nonché l&#8217;accattivante interfaccia 3d del sistema operativo Moblin. Intanto al Cebit spunta anche un Tablet PC basato su Moorestown: Open Tablet 7.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/OpenTablet7_593x428.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-463" title="OpenTablet7_593x428" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/OpenTablet7_593x428.jpg" alt="" width="593" height="428" /></a><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/OpenTablet7_2piece_593x428.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-464" title="OpenTablet7_2piece_593x428" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/03/OpenTablet7_2piece_593x428.jpg" alt="" width="593" height="428" /></a></p>
<p>In entrambe i casi le specifiche rimangono sempre molto nebulose. Nessuna informazione sulle frequenze di clock, sugli effettivi consumi e sulle capacità di decodifica hardware di contenuti multimediali. Attendiamo con pazienza ulteriori sviluppi, cercando di capire se davvero Intel riuscira a contrastare ARM in questo settore.</p>
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		<title>Sondaggio: &#8220;Quale pensi che sarà il prezzo di lancio in Italia della GeForce GTX 480?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 10:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hardware]]></category>
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		<description><![CDATA[Si parla ormai da mesi della nuova architettura Fermi, ma i vari rumors sui prezzi di vendita delle GeForce GTX 470 e 480 sembrano dare i numeri del lotto (per ovvi motivi a tre cifre). E&#8217; chiaro che anche se Nvidia delineasse un prezzo di vendita preciso, sarebbe comunque difficile capire il prezzo di lancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/hardware/451/sondaggio-quale-pensi-che-sara-il-prezzo-di-lancio-in-italia-della-geforce-gtx-480/" title="Link to Sondaggio: "Quale pensi che sarà il prezzo di lancio in Italia della GeForce GTX 480?""><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/LwfUm.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>Si parla ormai da mesi della nuova architettura Fermi, ma i vari rumors sui prezzi di vendita delle GeForce GTX 470 e 480 sembrano dare i numeri del lotto (per ovvi motivi a tre cifre). E&#8217; chiaro che anche se Nvidia delineasse un prezzo di vendita preciso, sarebbe comunque difficile capire il prezzo di lancio della scheda in Italia, anche per via dell&#8217;attuale cambio euro-dollaro non troppo favorevole. E&#8217; chiaro che se i rumors sulle prestazioni fossero veri, che attestano la GTX480 mediamente di poco superiore alla HD5870, l&#8217;esborso per acquistarla non dovrebbe essere di molto superiore alle 400€. Personalmente non credo che il prezzo di lancio potrà essere così &#8220;basso&#8221;. Anche se la scheda avrà prestazioni deludenti, la prima ondata di schede sarà lanciata in volumi molto ridotti e Nvdia cercherà di fare leva sul fattore novità facendo alzare notevolmente le quotazioni. Tutte queste osservazioni sono ovviamente congetture. Quindi a voi la parola per capire qual è il prezzo di lancio che vi aspettate. Vedremo poi al momento del lancio (chissà quando&#8230;), se Nvidia riuscirà a soddisfare le aspettative degli utenti o sarà costretta a vendere ad un prezzo eccessivo per rientrare nei costi di produzione.</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
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		<title>Cos&#8217;è il cloud computing?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 14:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[I risultati del sondaggio &#8220;Sai cos&#8217;è il cloud computing?&#8221; sembra mostrare una buona conoscenza di questa &#8220;nuova&#8221; tecnologia. In realtà lo scarso numero di votazioni mi fa pensare che una buona parte di chi non fosse a conoscenza dell&#8217;argomento si sia astenuta dal partecipare al sondaggio. Mi sembra comunque doveroso fare una breve introduzione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/featured/434/cose-il-cloud-computing/" title="Link to Cos'è il cloud computing?"><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/WjeRU8.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p>I risultati del sondaggio &#8220;Sai cos&#8217;è il cloud computing?&#8221; sembra mostrare una buona conoscenza di questa &#8220;nuova&#8221; tecnologia. In realtà lo scarso numero di votazioni mi fa pensare che una buona parte di chi non fosse a conoscenza dell&#8217;argomento si sia astenuta dal partecipare al sondaggio. Mi sembra comunque doveroso fare una breve introduzione al Cloud computing prima di parlare in modo piu&#8217; dettagliato di Google Chrome OS.</p>
<p><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/sondaggiocloud.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-442" title="sondaggiocloud" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/sondaggiocloud.png" alt="" width="302" height="424" /></a></p>
<p>Il Cloud Computing non è una vera e propria tecnologia. Si può dire che è più che altro un&#8217;idea che può essere realizzata con diverse tecnologie. Il principio di fondo è di utilizzare internet per sfruttare risorse hardware e software situate in remoto. Ciò significa che nel momento in cui utilizziamo un&#8217;applicazione basata sul cloud computing, essa non sarà in esecuzione direttamente sul nostro pc, ma il grosso dei calcoli sarà eseguito su un altro computer, generalmente un server in grado di servire un buon numero di utenti. La nuvola (Cloud) è il modo in cui a volte viene rappresentato Internet.  E &#8216; stato quindi proprio il concetto di utilizzare risorse dislocate in un posto qualunque della rete, a dare il nome al cloud computing. Inizialmente potrà sfuggirvi l&#8217;utilità si questo servizio ma probabilmente vi sarà già capitato di utilizzarlo. In effetti i Web Server molto spesso compiono qualcosa di molto simile. Ma proviamo ad essere un po&#8217; più specifici.  Ci sono tre diverse tipologie, o sarebbe meglio dire livelli, di cloud computing:</p>
<ul>
<li>Livello applicativo: Software as a Service (SaaS)</li>
<li>Livello di piattaforma: Platform as a Service (PaaS)</li>
<li>Livello di infrastruttra: Infrastructure as a Service (IaaS)</li>
</ul>
<p>Il primo livello di Cloud Computing (SaaS) si limita ad offrire un servizio a livello applicativo. Un esempio può essere appunto un WebServer che elabora i dati forniti dall&#8217;utente (tipicamente attraverso un browser) e restituisce i risultati di tale elaborazione, oppure che è in grado semplicemente immagazzinare dei dati. Da questo punto di vista anche Facebook o Myspace (e perché no, <a href="http://www.xtremeshack.com">XtremeShack</a>),  offrono un servizio di cloud computing permettendo di archiviare le nostre foto su un server remoto. Analizzeremo in seguito i problemi di sicurezza, accessibilità ed affidabilità che riguardano questi servizi.  Il secondo livello di cloud computing (PaaS), mette a disposizione un&#8217;intera piattaforma, a partire dal livello applicativo fino ad arrivare al sistema operativo vero e proprio che gira sul computer remoto, eventualmente in virtualizzazione. Su questa piattaforma sarà possibile utilizzare diversi applicativi, e in alcuni casi installarne da remoto di nuovi.  Il terzo livello ha accesso direttamente alle risorse hardware di un computer e permette di allocare risorse a piacimento secondo le proprie necessità. Una tecnologia simile all&#8217;Infrastructure as a Service è il Grid Computing (come Boinc e relativi progetti quali <a href=" http://www.worldcommunitygrid.org/reg/viewRegister.do?teamID=8196PXQH5Q1 ">World Community Grid</a>). Questa tipologia differisce per un diverso livello di utilizzo delle risorse hardware. Il calcolo distribuito basato su Grid computing tende infatti ad utilizzare tutte le risorse messe a disposizione, a volte allontanandosi dal concetto di fornire un vero e proprio servizio, puntando soltanto al completamento di un calcolo troppo complesso per un&#8217;unica postazione hardware. L&#8217;analogia con il cloud computing di terzo livello sta quindi soltanto nell&#8217;utilizzare risorse hardware dislocate in diverse parti della rete.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/cloud-computing.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-443" title="cloud computing" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/cloud-computing.png" alt="" width="640" height="494" /></a></p>
<p>E&#8217; ovvio che la definizione di cloud computing è piuttosto vaga, nel senso che può presentarsi sotto forme radicalmente diverse. Emergono comunque dei concetti che prescindono dalla tipologia di cloud computing e dalla specifica applicazione. Uno dei vantaggi principali è che l&#8217;utente non ha più necessità di un hardware potente per poter eseguire le operazioni. I calcoli vengono decentralizzati e all&#8217;utente vengono forniti soltanto i risultati delle operazioni richieste. In questo modo è possibile risparmiare sull&#8217;acquisto dell&#8217;hardware che diventa soltanto un problema del fornitore di servizi, che  però è in grado di allocare le risorse in modo più efficiente, fornendo contemporaneamente lo stesso servizio a diversi utenti. Sta poi al gestore del provider decidere come recuperare tale spesa. La maggior parte delle aziende professionali forniscono servizi a pagamento per utenze a sua volta professionali. Per il mercato consumer di massa è invece più difficile offrire servizi a pagamento e la strategia vincente è quella di recuperare le spese attraverso la pubblicità. Ovviamente ciò diventa remunerativo solo se si riesce a fornire della pubblicità molto mirata, cosa che a colossi come google e facebook riesce piuttosto facilmente grazie alle innumerevoli informazioni che hanno sui propri utenti. L&#8217;altro vantaggio non indifferente è la possibilità di accedere a queste applicazioni e a questi contenuti da qualsiasi parte del mondo e da qualsiasi computer. La rottura del nostro computer non ci impedirà di poter accedere ai dati (a patto di averne un altro a disposizione), che saranno &#8220;ben&#8221; custoditi in un server dedicato.</p>
<p>Un dubbio sorge spontaneo: perché quel &#8220;ben&#8221; è tra virgolette? Quali sono i problemi di un tale approccio? Se ne potrebbe fare una lunga lista, ma effettivamente tutto dipende da come il provider decide di porvi rimedio. Citiamo per prima cosa il problema della privacy, non tanto perché è il primo in ordine di importanza, ma perché è quello di cui ci si preoccupa di più in questo periodo. E&#8217; ovvio che dal momento in cui mettiamo i nostri dati in mano ad un provider, questo sarà inevitabilmente in grado di analizzarli ed utilizzarli per lo meno all&#8217;interno del suo sistema. Tutto dipende dal livello di garanzia di segretezza che il gestore di servizi ci offre. Al di là delle possibili falle di Internet su cui le informazioni viaggiano, sperabilmente tappate dalle numerose estensioni per la sicurezza dello stack protocollare TCP-IP, rimane il problema che il provider stesso può essere soggetto ad attacchi mirati, e la protezione delle informazioni diventa tanto più fondamentale e costosa quanto più sono importanti i dati gestiti. Al di là di questi problemi di sicurezza, ci sono gli inevitabili problemi di affidabilità e di disponibilità del servizio. Dal momento in cui i nostri dati si trovano esclusivamente su un server remoto, è chiaro che se andassero persi sarebbe impossibile recuperarli e il danno sarebbe enorme anche per un utente domestico. Questo problema è &#8220;facilmente&#8221; aggirabile replicando i dati in diversi hard disk e possibilmente in diverse postazioni nel mondo, in modo che un danno fisico ad una particolare webfarm non comporti la perdita di tutti i dati ivi presenti. L&#8217;altro problema di disponibilità del servizio è di natura molto simile: un problema di natura hardware o software potrebbe compromettere il funzionamento di un server, rendendo impossibile agli utenti l&#8217;accesso ai servizi offerti. Ovviamente anche questo problema può essere risolto in modo analogo al precedente, replicando le infrastrutture che dovranno offrire i servizi all&#8217;utente.</p>
<p>I problemi sono dunque molteplici e aggirabili soltanto a patto di investire molto nelle infrastrutture e nel software. Fornire questo tipo di servizi è quindi tanto più dispendioso quanto sarà maggiore il grado di sicurezza e affidabilità offerto all&#8217;utente. A questo punto viene da chiedersi: &#8220;come può un simile servizio essere gratuito e basarsi soltanto sulla pubblicità? Nel futuro dovremo aspettarci una maggiore diffusione di questi tipi di servizi anche per gli utenti domestici? Che grado di affidabilità sarà possibile garantire a costo zero per l&#8217;utente?&#8221;. Difficile rispondere a priori a questi interrogativi. Il cloud computing è ancora agli albori e solo tra qualche anno sarà possibile capire se questo fenomeno avrà effettivamente successo. Intanto mettiamo queste informazioni nel nostro bagaglio culturale, pronti a rispolverarle quando se ne presenterà l&#8217;occasione. Le rinfrescheremo tra qualche giorno, parlando  di Google Chrome OS <img src='http://www.hwchannel.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per il prossimo sondaggio vi chiederemo un parere sulle nuove schede video Nvidia Fermi di cui si parla molto molto in questi giorni, ma di cui molti dettagli sono ancora oscuri, nonostante il lancio forse imminente.</p>
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		<title>Intel e Nokia lanciano MeeGo, sistema operativo per cellulari e MID.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 18:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le085</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attenzione del mondo informatico e tecnologico in questo ultimo periodo si sta spostando sempre più verso i dispositivi mobile. La diffusione degli smartphone e di computer ultra-portatili è in continuo aumento, di pari passo con la possibilità di connettersi ad internet in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. E&#8217; chiaro che molte aziende stanno puntando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.hwchannel.it/mobile/426/intel-e-nokia-lanciano-meego-sistema-operativo-per-cellulari-e-mid/" title="Link to Intel e Nokia lanciano MeeGo, sistema operativo per cellulari e MID."><img class="wppt_float_left" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/wp-post-thumbnail/M2jHAJ.jpg" alt="" title="" width="220" height="120" /></a><p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione del mondo informatico e tecnologico in questo ultimo periodo si sta spostando sempre più verso i dispositivi <em>mobile</em>. La diffusione degli smartphone e di computer ultra-portatili è in continuo aumento, di pari passo con la possibilità di connettersi ad internet in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. E&#8217; chiaro che molte aziende stanno puntando al binomio internet-MID, cercando di proporre soluzioni in gradi di attrarre l&#8217;attenzione dell&#8217;acquirente.<br />
Intel e Nokia, due aziende fino a pochi anni fa molto distanti dal punto di vista tecnologico, si trovano ora fianco a fianco per lanciare il nuovo sistema operativo MeeGo, dedicato ad un vasto target di dispositivi, quali smartphone, tablet PC e netbook. MeeGo è un sistema operativo basato su kernel linux, nato dalla fusione dei progetti Moblin e Maemo, rispettivamente di Intel e Nokia. Abbiamo già parlato di Maemo in occasione del lancio di Firefox Mobile e abbiamo avuto modo di apprezzare le interessanti caratteristiche del Nokia N900. Sicuramente sia Intel che Nokia hanno interesse a conquistare ampie fette di un mercato in grande espansione, ma conteso da colossi come Apple, Microsoft, Google, Samsung, HTC, Motorola e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/nokia-intel-meego.jpg"><img class="size-full wp-image-429 aligncenter" title="nokia-intel-meego" src="http://www.hwchannel.it/wp-content/uploads/2010/02/nokia-intel-meego.jpg" alt="" width="320" height="350" /></a><br />
Ultimamente l&#8217;interesse verso i cellulari Nokia è evidentemente scemato. L&#8217;uscita dell&#8217;iPhone e non ultimo di Android ha dato un duro colpo ai cellulari dell&#8217;azienda finlandese che, un tempo all&#8217;avanguardia della tecnologia, nella categoria high end sono ora relegati ad una misera terza o quarta posizione. Probabilmente le cause sono da ricercare non solo in un hardware poco potente, ma anche in un sistema operativo non più al passo con i tempi. Se il Symbian è stato il successo di Nokia, probabilmente stava diventando anche la sua tomba. La recente decisione di rendere open source questo sistema operativo mostra l&#8217;evidente difficoltà nel fornire caratteristiche e applicazioni in grado di tenere testa alla concorrenza. MeeGo dovrebbe consentire una migliore versatilità per i cellulari di fascia high end.<br />
Dal lato hardware la collaborazione con Intel potrebbe portare una ventata di novità anche nelle future piattaforme adottate dalla Nokia. Intel sta infatti sviluppando Moorestown e Medfield, due piattaforme System on Chip che promettono di abbattere i consumi rispetto alle attuali piattaforme atom e di garantire prestazioni elevate per le MID (Mobile Internet Devices) che le adotteranno. Dell&#8217;architettura di queste due nuove piattaforme parleremo in un altro articolo. Per ora ci basti sapere che Moorestown è già in produzione e verrà adottata da diversi smartphone high end, mentre il lancio di Medfield è previsto per il 2011.<br />
Saranno quindi già molte le novità che verranno probabilmente presentate tra qualche settimana al CEBIT di Hannover, la più importante esposizione Europea sull&#8217;hardware e la tecnologia. Continuate a seguirci per conoscere gli ulteriori sviluppi dell&#8217;interessane evoluzione degli smartphone.</p>
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